App di tracciamento covid-19 Apple e Google chiariscono alcune regole.

I due colossi californiani hanno rilasciato le prime indicazioni ai governi su come utilizzare la propria app di tracciamento.

Inoltre hanno pubblicato una prima versione di quella che sarà l’interfaccia utente che comparirà sugli smartphone di tutte le persone che andranno a scaricare l’applicazione. Il modello in questione sarà anche il modello che andrà ad adottare l’app Immuni che ha scelto il governo italiano.

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Questo modello è frutto di un accordo avuto lo scorso 10 aprile dalle due società. Fino a questo momento però nessuno aveva chiarito il funzionamento del sistema di tracciamento, adesso però Apple e Google, hanno fornito diverse anticipazione rilasciando un codice identificativo che sarà la base per implementare il loro sistema.
I due colossi hanno riferito ai governi che la loro app è frutto di un modello finalizzato solo alla costruzione di contact tracing create con il permesso delle autorità sanitarie pubbliche, è che a fine pandemia verrà disabilitata.

Tra le condizioni di utilizzo c’è anche quella di chiedere il consenso agli utenti prima che le applicazioni possono utilizzare il sistema di exposure notification, e quindi chiedere all’utente il consenso Prima di condividere la propria positività alle autorità sanitarie.
Ovviamente il punto cruciale sarà il rispetto della privacy e crittografia, quindi l’applicazione dovrà solamente raccogliere i dati necessari per il tracciamento dei contagi, ogni altra finalità non sarà consentita. Inoltre non sarà ammessa la geolocalizzazione.

La data di rilascio sarà il 15 maggio ma gli sviluppatori già stanno lavorando per il rilascio delle prime interfacce. Una volta installata l’applicazione vi chiederà di attivare il covid-19 exposure notification, da quel momento lo smartphone comincerà a scambiare via bluetooth i propri codici anonimi con altri smartphone che vanno scaricato l’applicazione.

Se si scopre di essere stati contagiati l’app dovrà chiedere l’autorizzazione per condividere l’informazione, ovviamente sempre in modo anonimo, nelle persone con cui siamo stati a contatto 14 giorni prima. Sugli smartphone comparirà una notifica con scritto: possibile esposizione al covid 19, aprendo la prima tutte le informazioni sul contagio con cui siamo entrati in contatto e la data del contatto. A quel punto il compito dei due colossi sarà terminato.
Successivamente ci si dovrà rivolgere alle autorità sanitarie che accetteranno la positività o meno e quindi riportarla sull’app.

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