Master, slave, blacklist: terminologia discriminatoria fuori dal kernel Linux

A seguito della morte di George Floyd negli Stati Uniti mi sono scatenato delle proteste in tutto il mondo contro fenomeni di razzismo è discriminazione dando vita al movimento Black lives matter.

Tutte queste iniziative poi hanno avuto fare diramazione interessando vari ambiti tra cui anche il mondo della tecnologia fino ad arrivare alla programmazione.
il mese scorso GitHub ha dichiarato che rimpiazzerà i termini “razzialmente insensibili” Della documentazione, ma anche altre realtà come Twitter, Chrome, Android, Curl, Go e Microsoft stanno cercando di adottare terminologia alternative.
È proprio in queste ore il creatore di Linux, Linus Torvalds, approvato la proposta di usare un linguaggio neutrale non discriminatorio nella documentazione del kernel, quindi da master e slave si potrebbe passare al leader e follower, ma anche termini come blacklist whitelist potrebbero essere cambiati.
Per favore ci sono una schiera di alternative da cui Torvalds non dà delle direttive precise ma si limita a consigliare alcune alternative e poi sarà la comunità a dover recepire e selezionare.
Il creatore suggerisce varie alternative per master/slave:

  • primary/secondary
  • main/replica o subordinate
  • initiator/target
  • requester/responder
  • controller/device
  • host/worker o proxy
  • leader/follower
  • director/performer

Per altri termini come Black list/ Whitelist, suggerisce Denylist/allowlist oppure blocklist/passlist. È evidente un linguaggio più pulito e neutrale che non evidenzia il buono e il cattivo ho il maestro e lo schiavo.
Ovviamente questa decisione è destinata a dividere 3 kg tiene una mossa utile o semplicemente dei stupidi preconcetti che cavalcano l’onda politica senza però risolvere la questione alla radice.
Ovviamente passare da master e slave ad un’altra tecnologia non dovrebbe essere un grandissimo sacrificio per nessuno, bisognerà solo adattarsi, E se poi tutto questo servirà a qualcosa sarà solo il tempo e le azioni degli uomini a dimostrartelo.

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