Prosciutto crudo o cotto? Ecco quale fa meno male

L’ideale per un semplice panino imbottito, è proprio il prosciutto! Ottimo anche per la realizzazione di sfiziosi antipasti e ingrediente per mille ricette. Ma è meglio il prosciutto crudo o cotto? Ci sono delle ragioni o determinate condizioni per cui preferire il primo al secondo? All’interno di questo articolo cercheremo di rispondere a queste e altre domande.

Le differenze tra prosciutto crudo e cotto

Sia il prosciutto cotto che il crudo sono ottenuti dalla coscia del maiale adulto lavorata intera. Crudo e cotto non sono considerati salumi insaccati, a differenza ad esempio della mortadella. ll prosciutto cotto rispetto a quello crudo è meno digeribile. Mentre il crudo contiene al suo interno più proteine e un po’ meno grassi,  che, comunque, si possono eliminare togliendone la parte visibile dalla fetta. Il crudo è poi anche più digeribile della carne, buono anche come suo sostituto. Il prosciutto cotto è più grasso perché mantiene parte dei lipidi durante la lavorazione, inoltre può contenere anche una percentuale variabile di carboidrati se la preparazione prevede l’aggiunta di farina o fecola. Il crudo, rispetto al cotto, è più dietetico, inoltre ha un buon apporto di minerali e vitamine del gruppo B. Naturalmente, il crudo è più salato, quindi, chi ha problemi di ipertensione dovrebbe preferire il cotto, mentre chi soffre di colesterolo alto dovrebbe prediligere il crudo poiché contiene più grassi buoni come l’acido oleico. Per quel che riguarda le calorie la differenza tra crudo cotto è minima. Il prosciutto crudo, nutrizionalmente più ricco, supera  le 450 calorie per 100 grammi di prodotto contro le circa 415 calorie del cotto, ma togliendo la parte visibile di grassi prima del consumo l’apporto calorico si riduce in modo considerevole. Il prosciutto cotto e il prosciutto crudo infine differiscono tra loro per quanto riguarda la lavorazione delle carni: nel primo caso la coscia del maiale è disossata, salata (con una salamoia contenente sale, aromi e un bassa dose di conservanti), sottoposta a zangolatura (una sorta di massaggio per distribuire in modo uniforme la salamoia nei tessuti), pressatura all’interno di stampi ed è cotta al vapore. Nel secondo caso invece la materia prima è soltanto salata a secco (utilizzando sale marino) e messa a stagionare, operazione che fa perdere al prosciutto una grandissima quantità d’acqua.

La classifica dei salumi più magri

  1. Pollo o tacchino: sono i più magri, con sole 100 kcal/100g circa.
  2. Bresaola: molto leggera e poco calorica, è l’unica ottenuta dal manzo. Contiene solo 151 kcal/100g.
  3. Prosciutto cotto Magro: questa variante del prosciutto cotto fa scendere le calorie allo stesso livello della bresaola.
  4. Prosciutto cotto: leggero e digeribile, il più adatto per i bambini. Le cosce di maiale vengono innanzitutto disossate, poi sottoposte a salamoia e condimento con spezie e aromi e infine cotte lentamente, a 75°. Contengono circa 215 kcal/100 g.
  5. Prosciutto crudo: poco grasso, ma molto salato. E’ uno dei più prestigiosi e apprezzati nel mondo. Le cosce sono trattate con sale e lasciate stagionare per 8-16 mesi. Il suo apporto calorico è quasi identico al prosciutto cotto 240 kcal/100 g.
  6. Mortadella: saporita e arricchita di pistacchi nelle versioni più ricercate, contiene circa 320 kcal/100g.
  7. Salame ungherese: decisamente il più calorico, con più di 400 kcal/100g.

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