Mangiare peperoncino dimezza il rischio di morte? Ecco la verità

Il peperoncino è una spezia ricca di proprietà e molto utilizzata all’interno della nostra cucina poiché è in grado di donare gusto e piccantezza alle nostre ricette, di aiutare il nostro sistema cardiovascolare e di alleviare fastidiosi dolori. Si tratta di una pianta aromatica utilizzata sin dall’antichità. Fa parte della famiglia delle solanacee e in particolare del genere Capsicum, a cui appartiene anche il peperone. Il peperoncino ha diverse proprietà benefiche, ma è vero che il peperoncino dimezza il rischio di morire? All’interno di questo articolo risponderemo a questa e ad altre domande.

Mangiare peperoncino dimezza il rischio di infarti?

Mangiare del peperoncino in modo regolare può ridurre il rischio di morte per malattie cardiache e ictus. Si tratta di un alimento già abbastanza famoso per le sue proprietà terapeutiche, ma ad approfondire i benefici di questa spezia sono stati i ricercatori del dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli che, in collaborando con il dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’Istituto superiore di sanità, l’Università dell’Insubria a Varese e il Centro cuore mediterranea a Napoli, hanno evidenziato che il mangiare abitualmente peperoncino può essere associato a una riduzione del rischio di mortalità.

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Lo studio sul peperoncino

Per approfondire la faccenda, questi studi hanno evidenziato che il rischio di morire per infarto era del 40% inferiore tra coloro che mangiavano peperoncino almeno quattro volte a settimana, a prescindere dal tipo di dieta seguito. Per giungere a tali conclusioni, è stato confrontato il rischio di morte di quasi 23mila persone, alcune delle quali hanno mangiato peperoncino e altre no, confrontando il loro stato di salute e le loro abitudini alimentari per otto anni. Gli scienziati hanno preso in esame i dati di 22.811 cittadini della regione Molise, provenienti dallo studio Moli-sani, un vasto e importante programma di ricerca cominciato nel 2005 per indagare i possibili fattori genetici e ambientali alla base di malattie cardiovascolari, cancro e patologie degenerative. Seguendoli per 8 anni e confrontando il loro stile di vita e le loro abitudini alimentari, gli scienziati hanno scoperto che per le persone che consumavano peperoncino minimo quattro volte alla settimana, il rischio di morire di infarto era ridotto del 40%, mentre quello per cause cerebrovascolari più che dimezzato (circa il 60%). Un altro aspetto particolare è che la protezione dal rischio di mortalità è indipendente dal tipo di dieta seguita dalle persone, di conseguenza c’era chi seguiva una dieta mediterranea e chi mangiava in modo meno salutare, nonostante ciò, il peperoncino aveva avuto un effetto protettivo nel confronto di tutti! Già nei secoli passati, proprietà benefiche di ogni tipo sono state associate al suo consumo, principalmente sulla base di aneddoti e usanze popolari più vicine a riti magici che altro. È quindi importante che la ricerca si occupi in modo concreto, con rigore e prove scientifiche di provare se le proprietà benefiche del peperoncino appena descritte siano o meno reali. Di conseguenza, il prossimo passaggio che dovranno effettuare i ricercatori che hanno condotto questa ricerca è capire i meccanismi con cui agiscono il peperoncino e altre spezie contenenti capsaicina sul nostro corpo.