WhatsApp e telegram potrebbero diventare a pagamento?

WhatsApp l’app di messaggistica più utilizzata in Europa, creata da Jan koum e Brian Acton sin bar 2019 riscosse subito un grande successo.

Un’applicazione che permette da sempre di mettere in comunicazione tra tra loro due o più persone in maniera del tutto gratuita.

Con il passare degli anni sviluppatori hanno sistematicamente implementato è migliorato l’applicazione, attraverso la sola connessione dati.

A WhatsApp sì e poi affiancata telegram che per molti versi risulta essere molto simile ma offre scenari del tutto diversi. Quest’ultima come WhatsApp, negli ultimi anni ha riscosso un grandissimo successo ed è cresciuta in maniera esponenziale, Grazie milioni di utenti che la utilizzano ogni giorno.

Malgrado le fake news apparse negli ultimi anni le app sono state sempre a carattere gratuito.

Come abbiamo detto sì è trattato sempre di notizie false e senza alcun tipo di fondamento, ora però sta succedendo qualcosa di inaspettato e gli utenti di WhatsApp e telegram devono iniziare realmente a preoccuparsi.

Stavolta infatti sembra che la notizia non sia più falsa ma il contrario visto che proviene da fonti molto più attendibili. la notizia ci giunge dalla Spagna ea firma che i vertici del governo starebbero studiando a una tassa sulle app di messaggistica istantanea.

Come riferito dalla stampa iberica, il governo sta pensando di introdurre una tassa sulle applicazione che andrebbe a colpire sia WhatsApp che telegram ma anche altri servizi come Skype e Facebook Messenger.

Tuttavia per il momento non c’è ancora nulla di definito è solo un disegno di legge destinato, ma ovviamente la preoccupazione è reale. L’età del governo spagnolo sarebbe quella di obbligare a pagare gli utenti che utilizzano applicazioni che permettono la comunicazione web che secondo loro e alla pari degli operatori telefonici.

Stando però alla bozza, non riguarderebbero tutti i servizi di messaggistica ma solo quelli che fatturano oltre il milione di euro all’anno. Un ulteriore conferma è arrivata da Roberto Sanchez, segretario di stato spagnolo per le telecomunicazioni, il quale ha affermato che essendo cambiato il mondo delle comunicazioni sono cambiate anche le condizioni di concorrenza e quindi di conseguenza vanno riviste.

Questa affermazione apre però ulteriori scenari che fanno capire che potrebbero essere colpiti anche ulteriori servizi.