Contestare una bolletta di luce e gas: quanto risparmieresti?

A tutti è capitato almeno una volta di ricevere delle bollette che non rispecchiano secondo noi il reale consumo che è avvenuto. Se anche voi ci siete trovati in questa situazione di dubbio, seguite i nostri consigli, continuando a leggere l’articolo vi spiegheremo come si può contestare una bolletta. Nell’articolo di oggi, andremo a vedere più dettagliatamente come si contesta una bolletta luce e gas.

La prima cosa che si dovrebbe fare ogni qualvolta arriva una bolletta è quella di controllare gli importi e valutare che i consumi riportati rispondano a quelli effettivi. Questa sorta di controllo dovrebbe essere fatto sempre, anche se nessuno lo fa. La prima cosa da fare è controllare i consumi tramite la lettura del contatore, in questo modo si possono riscontrare più facilmente degli eventuali errori nella fattura. In alcuni casi possono esserci degli errori nel calcolo dei consumi oppure all’attivazione di servizi non richiesti.

Come si contesta una bolletta luce e gas?

Per contestare una bolletta di luce e gas bisogna inviare una lettera di reclamo alla società fornitrice mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno o anche via e-mail da indirizzo pec, è indifferente. In entrambi i casi la contestazione deve contenere tutte le informazioni utili per far capire quale sia il problema che si sta andando a denunciare.

Dunque, bisogna anche inserire il proprio codice cliente, il numero di matricola del proprio contatore, il codice Pod o Pdr, gli estremi della bolletta contestata e una sua fotocopia, con i dati personali del titolare del contratto.

Dalla data di ricezione del reclamo, la società ha 40 giorni per verificare i calcoli e fornirvi una risposta. Se riconosce l’errore, ha 90 giorni di tempo per ricalcolare la bolletta e rimborsarti. Se invece la risposta della compagnia non arriva o non è soddisfacente, devi chiedere all’Arera di cominciare la procedura di conciliazione, da effettuare entro un anno dall’invio del reclamo.

Qualora tutti gli incontri dovessero risultare fallimentari, allora potrai intentare una causa alla compagnia energetica davanti al giudice di pace. In alternativa, da quando è stato abolito il mercato tutelato, l’Arera può sostituire il giudice amministrativo diventando un ente risolutivo. Ciò non toglie che, se preferisci, puoi comunque rivolgerti anche a un giudice.

Nel frattempo, consigliamo di pagare la bolletta solo per l’importo ritenuto corretto. Se invece l’hai già pagata per intero, puoi chiedere un rimborso alla compagnia entro 5 anni dalla data di emissione della fattura.

Un evento che si verifica molto frequentemente è quando la società energetica ti chiede di pagare una bolletta che hai già pagato, allora nella lettera di reclamo devi allegare anche la ricevuta che certifichi l’avvenuto pagamento. Inoltre, se la compagnia dovesse minacciare di interrompere la fornitura dei servizi, devi subito tutelarti rivolgendoti all’Arera o ad un’associazione di consumatori.