Non riesci a pagare il mutuo? Segui questi piccoli consigli

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molte persone hanno il desiderio di acquistare una casa, ad esempio, ma la spesa non indifferente fa sì che in molti chiedano un mutuo. Può capitare, però, che si abbiano delle difficoltà a pagare ogni mese la rata del mutuo stipulato alla banca. Cosa fare, dunque, nel momento in cui non si riesce a pagare il mutuo?

Il nostro consiglio è quello di rivolgersi alla propria banca per cercare di rinegoziare le condizioni del finanziamento o surrogare il mutuo steso cercando condizioni migliori presso altre banche. Solitamente, se la morosità non arriva a 7 rate o 180 giorni, il contratto di mutuo con la banca non dovrebbe prevedere provvedimenti ma se la morosità supera tali limiti, prima si procede con un eventuale recupero crediti stragiudiziale tramite call center, lettere, diffide dell’avvocato, poi se il pagamento delle rate continua a non essere saldato, si passa alla via giudiziale, tramite notifica di un atto di precetto.

L’atto di precetto è l’intimazione al debitore di adempiere al pagamento dovuto in 10 giorni e se trascorsi i10 giorni il pagamento non viene effettuato, allora la banca può avviare il pignoramento dei beni del debitore e che può avvenire anche sulla casa su cui la banca ha già l’ipoteca. Il precetto scade dopo 90 giorni dalla notifica al debitore e per l’esecuzione forzata la banca deve notificare un nuovo atto.

Il pignoramento viene avviato dal decreto ingiuntivo notificato al debitore, che ha ulteriori 40 giorni di tempo per decidere se pagare o se fare opposizione. Pagando quanto dovuto chiuderebbe subito la questione, mentre decidendo per l’opposizione si avvierebbe una vera e propria causa per contestare il debito.

Cosa accade a chi ha perso il lavoro e deve pagare il mutuo?

Per chi ha perso il lavoro deve comunque continuare a pagare il proprio mutuo, avendo la possibilità, come sopra detto, di saltare il pagamento di sole 7 rate senza che accada nulla. Oltre tale termine bisogna assolvere al pagamento altrimenti si rischia il pignoramento della casa stessa e il successivo sfratto.

Esistono possibilità di rinegoziazione delle condizioni del mutuo stesso o la possibilità, per chi ha perso il lavoro sia se assunto a tempo determinato, sia se assunto a tempo indeterminato, di fare domanda per accedere Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa.

Dopo quante rate di mutuo non pagate scatta il pignoramento?

La legge prevede tempi precisi prima che scatti il pignoramento per rate di mutuo non pagate: se il pagamento di una rata viene effettuato con un ritardo compreso fra 30 e 180 giorni il debitore può evitare azioni esecutive pagando solo gli interessi di mora; dopo sette rate di ritardi nei pagamenti allora scattano i provvedimenti entro i quali il debitore è chiamato al pagamento e che si concludono con il pignoramento. Dunque, il pignoramento per mancato pagamento delle rate del mutuo scatta dopo sette rate non pagate o 180 giorni e dopo i successivi solleciti bonari il debitore continua a non regolarizzare il pagamento.

Agevolazioni per chi non riesce a pagare il mutuo

Per chi non riesce a pagare più il mutuo esistono una serie di agevolazioni di cui si può godere. I più giovani (giovani coppie con meno di 35 anni) possono, per esempio, accedere al Fondo di garanzia prima casa: si tratta di una sorta di offerta alla banca di una garanzia del 50% sul rimborso del mutuo in modo tale che anche il mutuo possa essere concesso più agevolmente e viene attivato nel momento in cui viene concesso il mutuo a condizione che questo stesso non sia superiore ai 250mila euro.

E’ possibile anche accedere al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa gestito dalla Consap, che permette di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per 18 mesi. Nel periodo di sospensione del pagamento delle rate, è il fondo che si occupa di versare la quota interessi alla banca e al termine di tale periodo il debitore tornerà a pagare con le condizioni precedenti il debito residuo.

Possono accedere al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa, insieme ai lavoratori che hanno perso il lavoro, anche coloro per cui è sopraggiunto un handicap grave o un’altra condizione di non autosufficienza e che, di conseguenza, portato ad una netta riduzione della capacità lavorativa, e gli eredi del mutuatario deceduto. E per accedere al fondo bisogna presentare apposita domanda alla banca.