Guarire con gli asini: i benefici dell’onoterapia

L’onoterapia è una terapia assistita con gli animali, in particolare con gli asini, che ha come obiettivo principale la riabilitazione di persone con particolari problematiche sia dal punto di vista fisico e psicologico.

Come è nata e perché proprio gli asini

Questa nuova forma di “pet therapy” è nata partendo da un semplice esperimento qualche anno fa. Esso consisteva nel relazionare, tramite del personale preparato, circa 176 bambini tra i 9 e i 10 anni con gli animali, con lo scopo di far capire loro le emozioni di quest’ultimi e potersi relazionare. Per questa prova scientifica, vennero scelti come animali gli asini.

Questo perché essi possiedono molte qualità: in primis il loro comportamento, in quanto sono animali molti docili e molto collaborativi che garantiscono una forte sicurezza e affidabilità nelle persone con cui vengono a contatto, e poi la loro taglia ridotta, la loro lentezza nei movimenti e la loro andatura monotona riesce a tranquillizzare le persone. Questo esperimento ebbe molto successo poiché oltre a capire i sentimenti degli asini, i bambini riuscirono ad instaurare un rapporto talmente forte da provare empatia quando gli animali provavano del dolore. Da qui la scelta degli asini come animali.

A chi è rivolta questa terapia

Come già detto precedentemente, questa terapia è rivolta a tutti coloro che ne avessero bisogno, dai bambini agli anziani. Generalmente però, queste attività vengono svolte con soggetti particolari come malati psichiatrici, tossicodipendenti, depressi, aggressivi, persone con sindrome di down, ritardo mentale, cardiopatici e ipertesi.

Come e dove si svolge l’onoterapia

L’onoterapia viene svolta principalmente all’interno di luoghi attrezzati e a stretto contatto con la natura, nei quali si possono svolgere numerose attività per agevolare il rapporto paziente-animale.

All’ interno di questi centri si possono svolgere attività sia individuali che di gruppo, solo dopo aver completato il primo passo, ovvero l’approccio con l animale. Questo passo, che viene seguito da personale preparato, consiste nel far avvicinare il paziente all’animale, cominciando a scoprire per esempio il suo nome e la sua età per poi passare al primo contatto con loro.

Superato questo step, si può scegliere un percorso terapeutico individuale o di gruppo. Generalmente si preferisce il secondo, poiché approcciando con l’animale all’interno di un gruppo, si instaura sia un rapporto con esso che con gli altri partecipanti, aumentando la propria autostima e la proprio consapevolezza di se stessi.

In questo step le attività maggiormente praticate sono quelle a terra, ovvero quelle che consistono nell’affrontare percorsi con gli animali tenuti per le briglie, seguendo le regole dettate dagli operatori per stimolare l’attività psico-fisica dei pazienti, migliorare la loro coordinazione dei movimenti e la loro consapevolezza dei propri mezzi. Il passo successivo prevederà, in alcuni casi, anche delle passeggiate in groppa all’animale oppure dei percorsi per prendersene cura dal cibo alla spazzolatura del pelo.

Da chi viene seguito questo percorso terapeutico

Questo percorso terapeutico deve assolutamente essere seguito da un’equipe competente composta dai seguenti profili:

-Responsabile del progetto: è colui che coordina tutti gli altri membri dell’équipe e che deve stabilire gli obiettivi da raggiungere;

-Medico veterinario: è colui che sceglie gli animali, ne garantisce la loro idoneità e si preoccupa di garantire il loro benessere e la loro corretta gestione;

-Referente:  è la figura che prende in caricoil paziente durante la seduta;

-Coadiutore dell’animale: è colui che prende in carico l’animale durante le attività e che si occupa dell’interazione uomo-animale. Inoltre esso deve avere una conoscenza specifica sul paziente, conoscendo perfettamente il suo piano terapeutico e garantendo che gli obiettivi prestabiliti vengano raggiunti.

Per concludere, l’onoterapia viene garantita e certificata dal Ministero della Salute, e ha come scopo fondamentale quello di agevolare l’ interazione di questi pazienti con le altre persone garantendogli uno stile di vita migliore, e allo stesso tempo salvaguardare il benessere dell’animale.