Risparmiare sul conto corrente: quale scegliere?

Il conto corrente è un contratto tra la banca e il cliente in base al quale l’istituto offre al correntista, in cambio del deposito di denaro, un insieme di servizi di pagamento, d’incasso, di addebito e accredito. Tra le operazioni di conto ci sono l’accredito dello stipendio e della pensione, il pagamento e l’emissione di assegni, i bonifici in entrata ed uscita, i Rid, la carta bancomat e la carta di credito. Il conto può essere anche cointestato con una o più persone. Se a firme disgiunte ogni intestatario può fare autonomamente le operazioni di conto, se a firme congiunte ogni operazione richiede la firma di tutti gli intestatari.

Risparmiare sul conto corrente: quale scegliere?

Per scegliere il conto corrente non bisogna basarsi solo sul canone mensile o sul tasso d’interesse, ma occorre valutare il costo totale annuo del conto, dato dalla differenza tra gli interessi attivi sulle giacenze, se previsti, e i costi legati alle operazioni fatte dal correntista nell’anno, oltre alle spese di bollo pari a 34,20 euro e pagate allo Stato, che diventano almeno 64,80 euro nel caso in cui ci sia anche un deposito titoli. Il bollo aumenta all’aumentare dei titoli depositati. Detto dei 34,20 euro, validi per un importo fino a 50mila euro, l’imposta può crescere fino a 70 (deposito fino a 150mila euro), 240 (da 150 a 500mila euro) e 680 (oltre 500mila euro) euro.

  • Conti online. Spesso i conti più interessanti sono quelli online. Infatti, offrono tassi d’interesse buoni sulle giacenze e non hanno spese per le operazioni. Dal punto di vista della sicurezza non presentano problemi particolari, ovviamente se si seguono delle precauzioni.
  • Conti a pacchetto. Non fatevi illudere dal canone dei conti a pacchetto. Spesso le banche reclamizzano canone “tutto compreso”, bloccato fino al 2010. Non è proprio così. Infatti, bisogna valutare quali operazioni sono incluse nel canone periodico. Spesso si tratta delle sole spese di scrittura o solo di operazioni fatte online e fino a un certo numero per mese o trimestre.
  • Tasso di interesse. Anche se il conto corrente non è un investimento, ma un contratto di servizi bancari, valutate anche il tasso d’interesse che la banca vi offre come remunerazione della giacenza. Avere un tasso interessante può servire a ridurre le spese di utilizzo del conto corrente.
  • Andare in rosso. I tassi passivi applicati sugli scoperti sono sempre a doppia cifra. Inoltre, anche se rimanete in rosso per un solo giorno, dovete pagare alla banca la commissione di massimo scoperto (si va dallo 0,125% all’1,5%) sulla punta massima del debito, oltre che delle penali per il fatto che il conto è negativo. Può essere utile concordare con la banca lo scoperto fin dall’apertura del conto perché le condizioni applicate sono migliori.
  • Prelievo da Atm. Se usate il bancomat per prelevare da Atm di altre banche potreste pagare una commissione che in genere è di 2 euro a prelievo. Tenetene conto. Alcune banche fanno pagare ai loro correntisti anche il prelievo Atm dai loro sportelli automatici se avviene nei giorni festivi e prefestivi.
  • Carta di credito. Valutate bene anche il costo della carta di credito offerta dalla banca in cui avete il conto. Potreste trovare offerte migliori altrove. Infatti, ci sono molti emittenti che offrono carte di credito interessanti anche a chi non è correntista. Il pagamento dell’estratto conto avviene tramite Rid dal conto corrente.
    Online si risparmia. Spesso fare le operazioni online piuttosto che allo sportello vi permette di risparmiare.