Contributi a fondo perduto COVID: come si richiedono?

Il Decreto rilancio contiene, tra le altre iniziative, anche lo stanziamento di contributi a fondo perduto a favore di PMI, lavoratori autonomi e aziende agricole che abbiano subito una perdita di fatturato. Vediamo di che cosa si tratta.

Iniziamo subito precisando che per accedere al contributo il fatturato non deve essere superiore a 5 milioni di euro per il periodo di imposta precedente a quello in corso e che nel mese di Aprile 2020 deve essersi ridotto di almeno un terzo rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Il contributo, totalmente esentasse, viene calcolato in base alla differenza riscontrata applicando una percentuale che varia in questo modo:

-20% per i ricavi o i compensi fino a 400.000 euro;

-15% per imprese e partite IVA con incassi fra i 400.000 e 1 milione di euro;

-10% per chi ha un fatturato l’anno scorso tra gli 1 e i 5 milioni di euro.

Ad esempio: se nel 2019 si ha fatturato 10 mila euro e ad aprile 2020 5 mila euro, il contributo sarà pari al 20% di 5.000 euro quindi 1.000 euro.

Se invece ad aprile 2019 il fatturato è stato pari a zero, la suddivisione percentuale non è da tenere in considerazione dal momento che spetta il contributo minimo: 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le imprese. Possono beneficiare del bonus minimo anche coloro i quali hanno iniziato l’attività a partire dall’inizio dell’anno scorso e che non hanno conseguito ricavi per tutto il 2019.