Contratto firmato con inganno: come risolvere senza problemi?

Oggigiorno sono tante le segnalazioni di persone, soprattutto anziane, ma non solo, raggirate da venditori porta a porta che hanno inconsapevolmente firmato contratti con i quali si acquistano prodotti anche per il controvalore di alcune migliaia di euro, e queste segnalazioni provengono da ogni parte d’Italia.

La società più coinvolta in questi “escamotage” che hanno il sapore della truffa è Centovetrine. Nei confronti dell’ azienda con sede a Milano, sono ormai diverse le diffide inviate dall’ Adico, tutte concluse con l’annullamento della “commissione” o, meglio, del contratto.

Il raggiro più comune può essere sintetizzato in questo modo. Il venditore porta a porta si presenta a casa e propone la visione di un catalogo pubblicitario. Dopo la presentazione delle varie offerte, il venditore chiede di porre una firma su un modulo, spiegando che si tratta di una liberatoria per il trattamento dei dati personali ai fini della ricezione di un catalogo pubblicitario. Chi firma, anche se in buona fede, si rende conto dopo qualche giorno di aver sottoscritto un contratto di acquisto prodotti, nel caso di Centovetrine, di articoli per la casa.

In questi casi, tramite il proprio ufficio legale, Adico invia una diffida all’ azienda in questione spiegando che chi ha posto la firma “è stato indotto con l’inganno alla sottoscrizione del contratto” e che “il documento non è neppure qualificato come contratto ed è articolato con le caratteristiche di un modulo”. Sicché il socio o la socia, “è stato indotto a firmare dalle parole del suo interlocutore e dalle sembianze dell’atto che si ribadisce essere un modulo/depliant”.

Il caso in questione accende i riflettori su una problematica molto diffusa, ovvero i contratti sottoscritti con l’inganno. “La nostra associazione segue molte situazioni di questo genere – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’ Adico. Molto spesso questi venditori porta a porta sono così convincenti che riescono a strappare una firma anche alle persone più sospettose e meno sprovvedute. C’è chi si è inconsapevolmente impegnato per migliaia di euro nell’ acquisto di beni e prodotti di cui non ha assolutamente bisogno. Come dimostrato dal caso della signora e da altri casi che stiamo seguendo, il problema si può risolvere agevolmente. Tramite il nostro ufficio legale abbiamo risolto tutti i casi analoghi che abbiamo seguito”.