Rimborso IRPEF 2020: a chi spetta e come richiederlo

Dallo scorso 5 maggio, è possibile visualizzare nell’area dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato, modello che si potrà modificare e trasmettere anche direttamente dal contribuente a partire dal prossimo 14 maggio. Il contribuente che presenta il modello 730 ottiene l’eventuale rimborso del credito Irpef direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, oppure verserà l’eventuale debito Irpef mediante trattenuta sempre nello stipendio mensile o nella pensione. Quest’anno con riferimento ai rimborsi Irpef, a seguito delle novità, vi potranno essere delle variazioni in termini di tempo rispetto allo scorso anno.

Nello specifico, la data di effettuazione dell’eventuale rimborso, è correlata a quella di invio del modello 730, che potrà avvenire con tempistiche differenziate specie per chi si rivolge ai Caf o ai professionisti abilitati.

Rimborso IRPEF 2020: a chi spetta e come richiederlo

Per quanto concerne i rimborsi, fino allo scorso anno i lavoratori dipendenti o pensionati, ricevevano l’eventuale rimborso a partire dal mese di luglio o, agosto per i pensionati.
Con lo spostamento del termine di presentazione al 30 settembre, i tempi probabilmente potranno diventare più lunghi, e i primi che riceveranno l’eventuale rimborso Irpef, saranno i contribuenti che invieranno il modello 730 entro la fine del mese di maggio.
Vedi anche Certificazione unica 2020, minimi e forfetari: istruzioni e scadenze

I rimborsi fiscali con il modello 730: istruzioni e tempi di rimborso

Con il modello 730, viene effettuato il calcolo delle imposte dovute dal contribuente, sulla base dei redditi percepiti, e delle detrazioni fiscali riconosciute. Se dal calcolo, sarà evidenziato un credito per il contribuente, potrebbe maturare il diritto ad un rimborso Irpef.
L’Agenzia delle Entrate rende disponibili ai sostituti d’imposta, entro 10 giorni dalla ricezione, i risultati contabili dei modelli 730 (cioè i modelli 730-4).

I rimborsi che scaturiscono dal modello 730, saranno erogati con il primo stipendio utile, a partire dal mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione. Le stesse scadenze valgono per i contribuenti che chiudono il modello 730 a debito.

Anche per le pensioni, l’INPS e tutti gli enti pensionistici, effettueranno le operazioni di accredito (o di addebito) a partire dal secondo mese successivo a quello di ricezione del prospetto di liquidazione.

Secondo quanto indicato nelle istruzioni ministeriali del modello 730, a partire dalla retribuzione del mese di luglio, il datore di lavoro o l’ente pensionistico deve effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca o trattenere le somme o le rate, dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all’Irpef e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20 per cento su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto all’addizionale comunale all’Irpef.

Non verrà eseguito il versamento del debito o il rimborso del credito di ogni singola imposta o addizionale se l’importo che risulta dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.
Nel caso dei pensionati, queste operazioni vengono di solito effettuate a partire dal mese di agosto o di settembre.

Qualora la retribuzione erogata nel mese risulti essere insufficiente, la parte residua, maggiorata dell’interesse previsto per le ipotesi di incapienza, sarà trattenuta nei mesi successivi fino alla fine del periodo d’imposta.

L’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi sul modello 730 presentato, entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine. Il rimborso spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo viene poi erogato dalle Entrate entro il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a questo termine.

Dichiarazione dei redditi e rimborsi Irpef: le novità 2020

Da quest’anno, entrerà in scena una nuova tempistica per i conguagli Irpef e, per chi beneficerà dell’assistenza fiscale, i tempi per la ricezione dei rimborsi Irpef sono legati ai termini entro i quali i Caf, i professionisti e il sostituto, dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate il risultato finale della dichiarazione dei redditi, nello specifico:
entro il 15 giugno per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 31 maggio;
entro il 29 giugno, per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
entro il 23 luglio, per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
entro il 15 settembre, per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
entro il 30 settembre, per quelle presentate dal 1° al 30 settembre.

I rimborsi che emergeranno dal risultato del 730, saranno dunque erogati sul primo stipendio utile, a partire dal mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione. Stessa regola si applicherà in caso di invio del modello 730 precompilato.

Per i contribuenti che invieranno il modello 730/2020 con risultato a credito entro l’ultimo termine utile del 30 settembre 2020, i rimborsi potranno arrivare a partire dal mese di ottobre 2020. Inviare il modello 730 a settembre comporterà un ulteriore differimento della data a partire dalla quale il sostituto d’imposta, o direttamente l’Agenzia delle Entrate, avvierà le operazioni di rimborso Irpef e gli addebiti d’imposta.

Rimborso Irpef 2020: se manca il sostituto d’imposta

In assenza di sostituto d’imposta, se dalla dichiarazione presentata emerge un credito, il rimborso è eseguito direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se il contribuente ha fornito all’Agenzia le coordinate del suo conto corrente bancario o postale (codice IBAN), il rimborso viene accreditato direttamente sul conto. La richiesta di accredito può essere effettuata online, oppure presso qualsiasi ufficio delle sedi territoriali. Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato tramite titoli di credito a copertura garantita emessi dalle Poste Italiane.