Risparmiare sui farmaci è possibile? La risposta sorprende tutti

Quanto costa una confezione di aspirina, sapreste rispondere? Difficile ricordarlo, innanzitutto perché fortunatamente i medicinali non si comprano spesso quanto il pane o la pasta. La risposta, comunque, è semplice: di sicuro più dell’anno scorso, ma di fatto il rincaro è quasi indolore, visto che è di poco superiore al tasso di inflazione. Questa frenata dei prezzi in media vale per molti medicinali, ma l’aumento in generale resta modesto.

Segno che la liberalizzazione del mercato ha prodotto i suoi frutti. Le occasioni per spendere meno per pillole e sciroppi non mancano. Di fatto, la concorrenza del mercato ha garantito ai cittadini la possibilità di risparmiare scegliendo il negozio meno caro; non solo farmacie, ormai anche parafarmacie e ipermercati.

Quanto si può risparmiare cambiando negozio?

La liberalizzazione del settore e l’ampliamento dei canali di vendita, che ha costretto le farmacie a misurarsi con la concorrenza di parafarmacie e ipermercati, ha permesso di allargare la forbice dei prezzi: uno stesso farmaco può costare il 70% in più cambiando negozio. In media, comunque, i prezzi variano del 58%. In pratica significa che, grazie al meccanismo virtuoso della concorrenza, oggi è possibile scegliere un negozio molto più conveniente di un altro. A convenire di più sono ancora una volta i corner degli ipermercati. Comprare medicine nella grande distribuzione costa in media il 17,6% in meno rispetto alla farmacia, e il 15,4% in meno della parafarmacia. Si assottiglia sempre più la possibilità di risparmio tra questi ultimi due canali, ormai solo il 2,6%.

Stesso farmaco, prezzo diverso

Nel mercato dei farmaci liberalizzato ogni negozio fa il suo prezzo: mai come ora scegliere il punto vendita meno caro diventa un’opportunità di risparmio anche sulla salute. La concorrenza esiste, a colpi di sconti. Abbiamo fatto una prova su due comuni farmaci da banco, due acquisti identici in due farmacie di Milano: Voltaren e Rinazina. In un caso abbiamo pagato 15,50 euro, nell’altro negozio 12,82 euro. Tre euro quasi di differenza su una spesa modesta non sono pochi.