Rischio Lockdown: quanti soldi mettere di lato?

I contagi da Coronavirus crescono di giorno in giorno, le regioni si organizzano, gli ospedali pure. La situazione europea è allarmante, in Francia è stato addirittura proclamto il coprifuoco. Il virologo Andrea Crisanti durante il suo intervento a Studio 24 su Rainews ha affermato che: “un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing.

Così come siamo il sistema è saturo. Per Crisanti la difficoltà “è l’impostazione per cui le misure vengono prese per inseguire il virus e non per anticiparlo. È vero che non c’è un manuale per affrontare la pandemia ma dalla prima ondata avremmo dovuto imparare molte cose”.

Lockdown a Natale, quanto costerebbe all’Italia?

Sull’ argomento ha sviluppato un’analisi accurata la Coldiretti che commenta la temuta ipotesi di un lockdown a Natale in Italia come un “incubo da 4,1 miliardi per il turismo“.

Un dato allarmante considerando che gli oltre 10 milioni che a Natale 2019 sono partiti per una vacanza e che invece il prossimo Natale rischiano di ritrovarsi bloccati nelle loro abitazioni. Una batosta all’economia del paese già provato e stremato da un periodo lungo e difficile. Un periodo che, evidenzia la Coldiretti ” ha lasciato un buco da 23 miliardi nei conti turistici nazionali per il calo delle presenze italiane e l’assenza praticamente totale degli stranieri”.

Chi sta pagando e continuerebbe a pagare duramente in caso di un lockdown a Natale in Italia, sono tutte le attività alberghiere, quelle alberghiere, quelle del settore alimentare, agronomico, agricolo, della vendita al dettaglio, e ancora i trasporti e le aziende che lavorano con gli svaghi e gli intrattenimenti. Insomma tutto il circuito che ruota intorno al grande motore che è il turismo ne soffrirebbe forse irreparabilmente.
Coldiretti in merito ci tiene infine a specificare che : “si stima peraltro che 1/3 della spesa turistica di italiani e stranieri in Italia sia destinata all’alimentazione.

In gioco c’è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese e rappresenta il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell’occupazione nazionale secondo Unioncamere”.