Pagare meno tasse è possibile? Ecco la verità

Income tax

Alla base del pagare meno tasse ci deve essere una buona conoscenza di quanto vale un’attività e quanto reddito essa produce. Con questi dati alla mano si possono implementare diverse strategie per spendere nel modo giusto, regolare il reddito imponibile ed aumentare le possibili detrazioni.

Calcolare il reddito imponibile

Calcolare il reddito imponibile è la base per capire quante tasse si pagano e come si può cambiare strategia di spesa e investimento per aumentare il proprio reddito e diminuire le imposte da pagare. Per ridurre al minimo i contributi da versare all’Erario bisogna capire come si può abbassare il reddito imponibile in maniera legale.

Partiamo dal calcolo del reddito imponibile:
Reddito imponibile = reddito complessivo – oneri deducibili – no tax area – deduzioni per oneri familiari

In pratica al reddito complessivo, vanno sottratte le detrazioni e le deduzioni.

Tasse: detrazioni e deduzioni fiscali

Ogni anno i contribuenti sono chiamati a dichiarare, oltre ai redditi percepiti nel corso dell’anno precedente, anche le spese detraibili e gli oneri deducibili sostenuti per conto proprio o per conto dei familiari a carico, in modo da ridurre l’importo complessivo della tassazione dovuta. Detrazioni e deduzioni, sebbene abbiano in comune lo stesso risultato pratico finale tuttavia non sono la stessa cosa. Vediamo nel dettaglio perché.

Diminuire il reddito imponibile

Per diminuire il reddito imponibile bisogna sempre avere sotto controllo la propria attività per sapere l’utile realizzato e di conseguenza applicare determinate strategie. Le strategie per abbassare le tasse da pagare allo Stato si basano principalmente sugli investimenti che si possono fare nel caso di liquidità del business, ma anche solo per spendere soldi nei posti giusti.

Scaricare i costi

Per applicare le strategie accennate sopra bisogna capire quali sono i costi scaricabili e le spese detraibili e deducibili per organizzarsi e spendere nella direzione giusta.
Attenzione, è bene specificare che chi aderisce al regime forfettario non può avvalersi di queste pratiche in quanto questo regime impedisce la detrazione di alcun costo.

Scegliere la forma giuridica giusta

Scegliere la forma giuridica giusta per te dipende da molti fattori e ogni forma ha diversi vantaggi e svantaggi che vanno tenuti in conto. Scegliendo quella più adatta potrai evitare costi inutili e riuscirai a gestire meglio il tuo business.

Le tre principali forme giuridiche sono:

Ditta individuale: è la più semplice delle tre e richiede solo di aprire una partita IVA e di registrarsi nel Registro delle Imprese, INPS e INAIL. Essendo facile e poco costosa ha anche degli svantaggi, principalmente la responsabilità illimitata dell’imprenditore verso creditori e terzi.

Società di persone: è la scelta migliore per una attività poco rischiosa con investimenti iniziali non troppo elevati. Anche qua c’è la responsabilità illimitata dei soci per i debiti generati dall’azienda.

Società per capitali: vi sono varie forma (SpA, SRL etc.) ed è la scelta migliore quando l’attività è molto rischiosa e serve un capitale iniziale elevato. Questa forma giuridica non ha la responsabilità illimitata, per questo i debiti con terzi vengono saldati solo col patrimonio dell’azienda e non quello personale.

Scegliere il regime fiscale

Il regime fiscale ha un forte impatto sulle spese e le imposte che si incorrono nel corso di una attività. Premettendo che non esiste un regime fiscale migliore in assoluto, ci sono diversi fattori da tenere in considerazione per scegliere il regime contabile che più si adatta alla situazione del business in questione.

I fattori che si devono analizzare sono:

  • la tipologia di clienti: se si tratta di clienti privati o enti pubblici, i quali hanno tempi di pagamento molto lunghi ed alcuni regimi sarebbero penalizzanti in questo caso;
    i costi da sostenere: per esempio se si sostengono molti costi per la natura dell’attività commerciale non sarà appropriato utilizzare il regime forfettario;
  • il volume d’affari dell’impresa: spesso i regimi fiscali e gli sgravi ad essi legati sono strettamente collegati a questa misura
  • quantità delle rimanenze: la quantità delle rimanenze invendute in magazzino, queste possono essere portate in deduzione o addebitate integralmente a seconda del regime fiscale scelto.

Adesso che hai guardato a questi fattori sei pronto per leggere di più sui vari regimi fiscali:

Regime ordinario. Il regime ordinario è un regime contabile obbligatorio per società di grandi dimensioni o con un fatturato elevato. Questo regime richiede una contabilità articolata e diversi registri da tenere e presentare alle autorità.

Regime MOSS. Il regime MOSS ti permette di prestare servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione o elettronici in diversi Paesi europei senza doverti registrare in ognuno di essi.

Regime IVA per cassa. Il regime IVA per cassa, anche detto Cash accounting, è un regime IVA che permette di applicare il criterio di cassa alla liquidazione IVA e alla detrazione dell’IVA

Regime di vantaggio, anche detto dei vecchi minimi, era applicabile dal 2012 al 2015 e garantiva un trattamento fiscale conveniente con la contribuzione di un’imposta sostitutiva del 5%.

Regime forfettario agevolato. Il regime forfettario agevolato è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 e include numerose semplificazioni e agevolazioni per le imprese di piccole dimensioni

Regime semplificato, un regime che prevede l’applicazione del regime di cassa per semplificare il calcolo del reddito