Attenzione a questi buoni fruttiferi: potreste perdere tanti soldi!

I vecchi risparmiatori, quando decidevano di mettere da parte qualcosa, non avevano dubbi: lo strumento giusto era il buono postale. Ancora oggi, nonostante i rendimenti siano bassissimi, molti italiani affidano i propri risparmi alle Poste e sottoscrivono i ben noti buoni fruttiferi postali. Ti sei mai chiesto se i buoni fruttiferi postali possono cadere in prescrizione, e farti perdere i soldi?

Quando si parla di buoni postali occorre fare una precisa distinzione tra scadenza e prescrizione: la scadenza del titolo indica il momento a partire dal quale il buono non è più fruttifero, cioè non produce più interessi sul capitale; la prescrizione, invece, determina il momento decorso il quale si estingue il diritto al rimborso del buono.

I buoni fruttiferi postali sono titoli di risparmio emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane. Tutto ciò significa che i buoni fruttiferi postali:

-possono essere sottoscritti solamente recandosi alle poste;
-sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale.

Per ottenere gli interessi, il possessore del titolo deve chiedere il rimborso dei buoni postali: solo in questo momento egli potrà vedersi restituita la somma iniziale, maggiorata degli interessi. Un tempo quest’operazione era davvero lucrosa poiché, come anticipato nell’introduzione, gli interessi promessi dalle Poste erano allettanti. Oggi, le cose sono cambiate e, anche a causa della crisi economica, i tassi di interesse applicati ai buoni si avvicinano praticamente allo zero.

Buoni postali: quando scadono?

La scadenza di un buono fruttifero postale varia a seconda del titolo sottoscritto. I buoni ordinari emessi fino al 27 dicembre 2000 (Serie Z) hanno una scadenza di trenta anni. Quelli emessi successivamente (dalla serie A1 in avanti), invece, hanno una durata ventennale. Esistono buoni con scadenza di gran lunga più breve, ad esempio, quelli a 3 anni, con scadenza triennale, per un investimento a medio termine.

Buoni postali: quando si prescrivono?

I buoni fruttiferi postali si prescrivono dieci anni dopo la loro scadenza. Dunque, per sapere con esattezza quando il buono postale di cui si è in possesso cade in prescrizione, con conseguente impossibilità di ottenere ogni tipo di rimborso, bisogna verificare innanzitutto dopo quanto tempo dalla sottoscrizione del titolo è prevista la scadenza; dopodiché, a questo periodo vanno aggiunti dieci anni, ottenendo così il tempo della prescrizione.

L’effetto della prescrizione del buono postale è l’impossibilità di ottenere il rimborso del titolo. Con la prescrizione non si perdono solamente gli interessi nel frattempo maturati, bensì anche il capitale inizialmente versato, cioè i soldi che sono stati depositati alle poste in cambio dell’emissione del titolo. In pratica, con la prescrizione si estingue il diritto a ogni tipo di rimborso, con conseguente perdita di tutti i soldi.

Buoni prescritti: si possono recuperare?

Trattandosi di prescrizione decennale, si deve ritenere applicabile anche ai buoni la normale disciplina prevista dal codice civile per la prescrizione. Secondo la legge, la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. In pratica, ciò significa che il termine utile a far maturare la prescrizione inizia a decorrere solamente se il proprio diritto può essere esercitato.

Nel caso dei buoni, poiché il diritto di cui si parla è quello al rimborso, significa che la prescrizione decennale comincia a decorrere dal giorno in cui tale rimborso può essere fatto valere. Di conseguenza, fintantoché è impossibile ottenere il rimborso, non potrà decorrere la prescrizione. Ma quando può accadere che è impossibile chiedere il rimborso del buono fruttifero postale?

Un esempio è quello di colui che ha smarrito il buono postale cartaceo oppure della persona a cui dei ladri gliel’hanno rubato. Nel caso di smarrimento o di furto, può sussistere una causa oggettivamente impeditiva della possibilità di ottenere il rimborso del buono. Dunque, fintantoché il buono sottratto o rubato non viene ritrovato oppure non è sostituito da altro emesso dalle Poste, il termine di prescrizione non può cominciare a decorrere. Ovviamente, occorrerà fornire debita prova dell’avvenimento, magari esibendo al denuncia di furto o di smarrimento presentata ai carabinieri.