Riconoscere le vecchie monete di valore: ecco il trucco

Hai forse trovato in un vecchio borsellino, cassetto o salvadanaio dimenticato delle monete e pensi che siano lire di valore? Le vecchie lire possono raggiungere un valore tale che potrebbe stupirti! Parliamo ovviamente di quelle monete classificate come lire rare.

Riconoscere le vecchie monete di valore: ecco il trucco

Tra le vecchie monete in Lire, si nascondo dei piccoli tesori molto ambiti dai collezionisti. Sono molte di più di quello che potete pensare le monete italiane di valore che sono state valutate decine di migliaia di euro! Le lire rare che hanno il valore maggiore sono quelle che sono state coniate durante gli anni 50. Desiderate dai collezionisti e ricercatissime, queste lire rare in moneta hanno un grande valore soprattutto se sono state conservate con la massima cura. Ma non è così facile riconoscerle, ci vuole un occhio esperto! Non è solo un discorso di estetica, c’è da considerare l’anno di conio, il materiale che è stato usato, il periodo storico, eventuali errori di conio e soprattutto lo stato di conservazione della moneta stessa. Nelle prossime righe ci saranno degli esempi di monete Rare che anche tutti potrebbero ritrovare in qualche vecchia tasca.

Come riconoscere le monete di valore italiane?

Ogni moneta prodotta dalla Repubblica Italiana riporta specificatamente il suo anno di produzione. Le monete delle vecchie lire coniate in numero inferiore rispetto ad altri tagli più diffusi rappresentano un valore che potrebbe essere riscosso dalla loro vendita presso un amatore collezionista. Tuttavia, per riconoscere le effettive monete delle vecchie lire con un valore di valutazione, si dovranno analizzare l’anno di produzione, i numero della coniazione, lo stato della conservazione in cui versano.

Ma chi stabilisce lo stato di conservazione delle vecchie monete? A farlo sono i cosiddetti numismatici che si occupano proprio della storia e della valutazione delle monete antiche o fuori produzione. Lo stato di conservazione delle monete delle vecchie lire viene quindi stabilito attraverso specifiche sigle dai numismatici, mentre lo stato di conservazione migliore, definito come “perfetto”, viene autenticato dalla sigla “FDC”, che significa appunto “Fior di Conio”. Come intuibile le monete che raggiungeranno tali denominazioni saranno considerate esteticamente perfette, proprio come appena uscite dallo stato di coniazione. Sul territorio italiano vengono utilizzate diverse sigle, con un diverso significato dello stato di conservazione, che si rifà a tali diciture: BB, SPL, qFDC, FDC.

Il significato delle sigle elencate significa: Bellissimo, Splendido, quasi Fior di Conio e Fior di Conio. Più raramente viene utilizzata anche la sigla “MB”, ossia “Molto Bello”, al di sotto della scala di valori rappresentata dalla sigla “BB”. Per i collezionisti esiste anche un ulteriore grado di valore, una sigla che non viene sfruttata dalla valutazione dei numismatici e che si identifica in “FS”, ovvero “Fondo Specchio”. Le monete Fondo Specchio si riferiscono alle vecchie coniazioni prodotte essenzialmente per i collezionisti e mai utilizzate sul mercato degli scambi per gli acquisti. Le stesse vengono conservate all’interno della collezione delle monete di valore vere e proprie.