Antiche monete romane: quali sono quelle che valgono di più?

Two gold coins showing Emperor Nero (L) and Emperor Marcus Aurelius are displayed January 10, 2001 as part of the Roman coin hoard discovered by an archaeologist in the City of London. The 43 gold 'aureli' are valued at approx 70,000 pounds sterling ($100,430 US) and are estimated to have been worth four years' salary for a Roman legionary soldier. The 'Treasure' had been hidden away in a floor safe, undiscovered for nearly 1,800 years. - RTXK87P

Oggigiorno moltissime persone si dedicano al collezionismo e, in particolare, a quello delle monete, ma non solo, dato che si possono collezionare anche francobolli, banconote, vinili, libri, insomma di tutto. Il collezionismo, può anche far fruttare molti soldi, ad esempio se si hanno nella propria collezione dei pezzi rari, come monete antiche rare, errori di conio, se tenuti in buono stato posso valere anche migliaia di euro. Ci sono euro che valgono migliaia di euro, lire che non andrebbero buttate via e monete che ci portano ben più indietro nel tempo, per esempio al periodo romano. Nell’articolo di oggi ci andremo a soffermare proprio sulle monete antiche romane.

Didracme

Tra le principali monete repubblicane di Roma antica da prendere in considerazione rientrano le dicracme, ossia le doppie dracme. Su un lato di queste monete era presente il volto di marte con l’elmo corinzio sulla testa. Dall’altro, invece, era presente una protome equina e la scritta “ROMANO”. Questo termine indicava una coniazione fuori dal territorio della Città Eterna, ma per conto di Roma. Quanto vale oggi questa monete repubblicana romana? Se conservata in buone condizioni, si può parlare di cifre molto interessanti, anche attorno ai 500 euro.

Denario

Nel 211 a.C. – tra gli esperti è aperta una discussione in merito alla precisione di questa data – è stato coniato il cosiddetto denario, una delle monete più famose della civiltà romana. Rimasto in circolazione fino all’ascesa sul trono imperiale di Costantino, all’inizio della sua storia aveva un peso di circa 4,55 grammi.

Caratterizzata dalla presenza, su un lato, della figura dei due dioscuri Castore e Polluce, può raggiungere, se conservata nel migliore dei modi, un valore che si aggira attorno ai 200 euro. Per quanto riguarda il valore minimo, siamo vicini ai 50 euro. Quando si parla del denario, è doveroso fare un cenno anche alle sue frazioni. Tra questi è possibile citare il quinario e il sesterzio. Anche in questo caso, il prezzo varia sulla base di diversi fattori.

Nel corso delle aste e sui siti di numismatica si possono trovare quinari a 700 euro, ma anche monete romane repubblicane del valore di mezzo denario che possono essere acquistate a 400 euro. Quando di parla di queste monete, è il caso di ricordare che sono state coniate in argento.

Cosa dire, invece, in merito ai sesterzi? Che dipende, come negli altri casi, soprattutto dallo stato di conservazione. In alcuni casi, si può parlare di cifre pari a 200 euro. Concludiamo facendo presente che, se si ha intenzione di vendere monete antiche della Repubblica romana, è il caso di focalizzarsi su siti specializzati e, di riflesso, di evitare portali come eBay, famosi ma privi di meccanismi di controllo.