Incredibile, aumentano i prezzi: ecco su quali prodotti

Inizia un nuovo anno e si parla già di un aumento dei prezzi su diversi prodotti. Se sei qui, significa che vuoi sapere quali sono di preciso. Nelle prossimerighe di questo articolo, puoi trovare la risposta.

Variazioni dell’imposta di consumo: l’impattto sulla sigaretta elettronica

Lo scorso 30 dicembre, ha ottenuto il via libera al Senato la Legge di Bilancio. Cosa implica questo? L’introduzione delle variazioni relative all’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche e sui prodotti da fumo.

Quali prodotti saranno interessati di preciso? Quelli da inalazione che non prevedono un processo di combustione commercializzati sotto forma di sostanze liquide (sia con, sia senza nicotina). Facciamo altresì presente che sono esclusi i prodotti venduti come medicinali.

A questo punto, è naturale chiedersi come varieranno le imposte sul consumo:

  • Al 15% nel caso dei prodotti con nicotina
  • Al 10% nel caso di quelli senza nicotina

Ora del 2022, si parla di un aumento al 20 e al 15%. Le cose cambieranno anche nel 2023, quando si parlerà di un aumento rispettivamente al 25 e al 20%. Cosa dire, invece, delle imposte relative ai tabacchi da inalazione che non prevedono combustione? Che a partire dal mese corrente sarà pari al 30%. Il prossimo anno, invece, si arriverà al 35% e al 40 dal 1° gennaio 2023.

Questi cambiamenti avranno, come già ricordato, un impatto sul prezzo delle sigarette elettroniche che, a partire dal mese corrente, saranno interessate da un aumento di prezzo a doppia cifra.

Come cambieranno i prezzi delle sigarette tradizionali?

Per quanto riguarda le sigarette tradizionali, non sono previsti aumenti per i prossimi 12 mesi. Il Governo, rispetto agli anni scorsi, non ha proceduto al tradizionale rincaro. Tra i rappresentanti delle istituzioni che hanno commentato questa novità c’è il deputato di Italia Viva Luigi Marattin, che ha definito la decisione “una soluzione di compromesso”.

Raggiunto dai giornalisti de Il Giornale, ha affermato che si è trattato di una decisione non facile, parlando sia del rapporto tra le tassazioni su questi prodotti e il loro impatto sulla salute, sia della necessità di proteggere le aziende che, come Philips Morris, hanno fatto investimenti importanti in Italia in questi ultimi anni.

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