WhatsApp, il Garante contro l’informativa sugli aggiornamenti: “È poco chiara”

WhatsApp continua a suscitare polemiche dopo l’aggiornamento che ha annunciato la condivisione dei dati con Facebook. Arrivato a tutti gli utenti nei giorni scorsi, questo aggiornamento prevede un aumento dello scambio di informazioni tra WhatsApp e Facebook col fine di migliorare le inserzioni del social network di Marc Zuckerberg. Sono tantissimi gli utenti che, spaventati dal rischio di un utilizzo poco chiaro delle proprie informazioni personali, stanno migrando su applicazioni alternative come Telegram e Signal. E nonostante le rassicurazioni provenienti dall’azienda, che sostiene che in Europa quanto annunciato non avverrà per la presenza del GDPR del 2018, il Garante della Privacy italiano ha puntato il dito contro la nota informativa che accompagna l’aggiornamento, sollecitando l’intervento del Board Europeo per la tutela della Privacy.

WhatsApp, il Garante contro l’informativa sugli aggiornamenti: “È poco chiara”

Molto esplicito il testo della nota emessa dal Garante della Privacy: «Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio – in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo – e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy. Dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio. Tale informativa non appare pertanto idonea a consentire agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole. Il Garante si riserva comunque di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali».

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