Nuovi limiti per il prelievi di contanti: ecco quali sono

Anche fondamenti economici radicati sono destinati a mutare, più o meno gradualmente, a seconda di variazioni sociali e politiche che condizionano la vita di tutti, quando si parla di denaro: monete e banconote, che continueranno ad essere largamente utilizzate, faranno presumibilmente sempre più spazio alla moneta elettronica, visto l’oramai sempre più costante consolidamento di carte e bancomat anche per il cittadino medio.

No al denaro liquido

Ciò permette un maggiore “controllo” sulle transazioni monetarie, fattore non sempre gradito da una larga parte della popolazione, ma allo stesso tempo garantisce una maggior sicurezza per quanto riguarda la “limpidità” dei flussi di denaro, visto che il contante viene utilizzato anche per “sfuggire” ai controlli fiscali, fattore che crea un “buco” di miliardi ogni anno nelle casse dello stato.

Il processo di digitalizzazione del denaro è palpabile, ma graduale, anche per permettere alla popolazione maggiormente legata al contante di adattarsi con maggior facilità. In quest’ottica sono stati sviluppati bonus come il famoso Cashback di Stato, commutato poi nel Bonus Bancomat, ma anche nuove regolamentazioni che vedono gli esercenti munirsi obbligatoriamente di POS per i pagamenti elettronici da partire d al 2022.

Nuovi limiti per il prelievi di contanti: ecco quali sono

Per ridurre il numero di contanti è stato progressivamente abbassato il limite di prelievo e di operazioni economiche effettuabili con i “soldi liquidi”, che dal 1° gennaio 2022 risulta essere di 999,99 euro. Qualsiasi pagamento, prelievo o quant’altro che supera questo limite deve essere obbligatoriamente effettuato con una transazione tracciabile, come bonifico, carta e bancomat. Il discorso va esteso anche per quanto riguarda i limiti di prelievo mensili, che sono meno “stringenti”, regolamentati dalle singole banche ma che in maniera generica sono solitamente attestati sui 10.000 euro.

Cifre ulteriori prelevate nell’arco dei 30 giorni possono mettere in “allerta” la stessa banca, che potrebbe favorire controlli maggiormente rigorosi in merito.