Fino a 10 mila euro se trovi questi 50 centesimi: FOTO

La storia dei centesimi italiani è stata “interrotta” al termine del secondo conflitto mondiale, con la successiva proclamazione della Repubblica che ha riorganizzato l’intero sistema monetario del paese a partire dal dopoguerra. I centesimi di lira infatti sono stati completamente accantonati sia nella produzione che nell’utilizzo, come stabilito dal decreto C.P.S. n.298 del 6 settembre 1946, fu autorizzata l’emissione delle monete da 1, 2, 5 e 10 lire come tagli monetari.

Nello specifico i 50 centesimi di lira sono stati coniati molto prima dall’Unificazione d’Italia, essendo na forma di taglio monetario sviluppata dal Regno di Sardegna quasi 2 secoli fa, per poi venire adottato anche dal Regno d’Italia. Fino alla fine del 19° secolo queste venivano realizzate in argento, successivamente la Zecca ha optato per altri metalli per la loro realizzazione che si è protratta fino al 1943.

Fino a 10 mila euro se trovi questi 50 centesimi: FOTO

Oggi una moneta estremamente comune e dal valore non particolarmente elevato, nella seconda metà del 19° secolo 50 centesimi avevano un più che discreto potere d’acquisto: tra le prime emissioni da 50 centesimi del Regno d’Italia ci sono le Stemma, così chiamate per la presenza di un grande stemma sabaudo (il simbolo di casa Savoia) su uno dei lati, contornato dalla dicitura Regno d’Italia, i marchi della zecca ed il valore nominale in basso. L’altro lato è contraddistinto dal profilo di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, contornato dal suo nome e dall’anno di emissione, in basso.

Questa emissione, realizzata in argento, è stata coniata nella versione Stemma dal 1861 al 1863 quando è stata sostuituita dalla versione senza stemma.

Sono tutte monete molto rare ed interessanti, dall’alto valore numismatico, ma una versione in particolare può far guadagnare fino a 10 mila euro per una moneta Stemma, se in ottime condizioni.

Stiamo parlando della moneta del 1861 realizzata a Torino, riconoscibile per i marchi della zecca B e una T in corsivo riportati sul lato dello stemma: meno di 200 mila esemplari furono coniati in questo specifico anno ed in questa specifica zecca e ciò fa valere le emissioni dal 300 euro (per un esemplare in condizioni buone) fino a 10 mila per un Fior di Conio.

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