Allerta su Whatsapp: ecco come rubano i vostri soldi!

Whatsapp è indubbiamente l’applicazione di messaggistica istantanea più diffusa al mondo, al netto di numerose alternative talvolta anche tecnologicamente più valide (come Telegram): la diffusione è difficile da calcolare ma l’app è così popolare da essere considerata una delle più sfruttate al mondo da miliardi di persone.

Sviluppata in modo indipendente nel 2009 da due giovani programmatori, Jan Koum e Brian Acton, che iniziarono a sviluppare l’applicazione alla fine della scorsa decade, prima di venderla al gruppo Meta (comprendente applicazioni diffuse come Instagram e Facebook), ed ha subito una serie di funzionalità sempre più avanzate anche per garantire un livello di sicurezza adeguato.

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La truffa del Supermercato: ecco cosa succede

Nonostante i continui updates, Whatsapp anche per la conclamata diffusione su scala globale, è costantemente sotto la “minaccia” di malintenzionati, che  viste le difficoltà a “scardinare” il software, utilizzano tecniche non dissimili da quelle del phishing, ossia aggirano l’ostacolo. I raggiri sono stati numerosi, come quelli che fingevano di offrire un servizio a pagamento da pochi centesimi per continuare ad usare il servizio (quando Whatsapp è completamente gratuito) oppure il più “comune” dei ricatti.

Sono numerose infatti le segnalazioni perpetuate alla Polizia Postale in merito a contatti sconosciuti, inizialmente amichevoli che fingono un interesse sincero verso la vittima, con complimenti diffusi così da raccogliere fiducia, rendendo più facile estorcere informazioni personali. Una versione più tecnologicamente avanzata prevede l’invio di codice di 6 cifre “per sbaglio”, scappatoia utile ai malintenzionati per avere accesso al nostro dispositivo e quindi a tutte le informazioni personali, come foto, messaggi audio e video che possono essere facilmente utilizzati anche stavolta per estorcere denaro.

A queste problematiche si sommano quelle basate sul già citato phishing, ossia messaggi che simulano l’accesso a buoni sconti o offerte particolari ma che in realtà danno il “via libera” a virus e malware vari, che nella “migliore delle ipotesi” intaccano il normale funzionamento del dispositivo, mentre nel peggiore a rischio sono nuovamente i nostri dati personali.