INPS, novità shock per tutti: ecco cosa potrebbe accadere ad Aprile

Aprile è il primo mese che fa “toccare” la primavera anche se non sempre questo periodo temporale è corrisposto da altrettante buone notizie in ambiti più pragmatici: le modifiche ordinate dall’ultima legge di bilancio hanno solitamente un effetto non immediatamente percettibile ma che al contrario si sviluppa su più settimane.

Dal punto di vista delle regole, l’INPS, l’ente principale adibito al calcolo e all’erogazione delle pensioni, non ci sono delle grandi novità ma potrebbe essere “l’ultima volta” di una dinamica che si è sviluppata negli ultimi due anni.

INPS, novità shock per tutti: ecco cosa potrebbe accadere ad Aprile

Il giorno 31 marzo 2022 terminerà lo stato di emergenza, originariamente concepito dal governo Conte II all’inizio del periodo pandemico, opportunamente prorogato anche dall’attuale esecutivo. L’ultimo giorno del mese attuale sarà quindi anche l’ultima volta delle pensioni erogate in anticipo, provvedimento adottato nella prima parte di 2020 per evitare gli assembramenti. Salvo ulteriori comunicazioni infatti le pensioni verranno rese disponibili in base alla prima lettera del cognome:

  • dalla A alla B a partire da venerdì 25 marzo
  • dalla C alla D a partire da sabato 26 marzo
  • dalla E alla K a partire da lunedì 28 marzo
  • dalla L alla O a partire da martedì 29 marzo
  • dalla P alla R a partire da mercoledì 30 marzo
  • dalla S alla Z a partire da giovedì 31 marzo

Sicuri invece piccoli incrementi sulle pensioni dettati dai nuovi scaglioni Irpef, che sono stati semplificati e sono passati da 5 a 4. Il solo adeguamento all’inflazione ha portato nelle tasche dei pensionati italiani un aumento dell’1,7% dell’importo della pensione.

Le “nuove” aliquote risultano essere.

  • 23% – fino a 15.000 euro
  • 25% – oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro (in precedenza era del 27 %)
  • 35% – oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro (in precedenza era del 38 %)
  • 43% – oltre 50.000 euro.

Come facilmente intuibile, sono le “fasce medie” ad essere maggiormente avvantaggiati dal punto di vista economico.

 

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