ISEE: quando non conviene farla? Ecco la risposta

Il calcolo dell’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, è divenuta oramai una consuetudine per una larga fetta della popolazione italiana: con questo strumento si ha infatti accesso ad un numero piuttosto importante di bonus, agevolazioni e forme di assistenzialismo come come il celeberrimo Reddito di Cittadinanza.

In sostanza l’ISEE, che è “nato” alla fine degli anni 90 del 20° secolo, misura la situazione economica di un determinato contesto familiare, e risulta obbligatorio per numerose forme di assistenza, come accennato, ad esempio per le varie agevolazioni previste dai Comuni e dalle Regioni,Tasse universitarie, dottorati di ricerca e corse di studio, il già citato Reddito di Cittadinanza, Esenzioni ticket sanitario, ricoveri in centri assistenza e case di cura, solo per fare qualche esempio.

ISEE: quando non conviene farla? Ecco la risposta

Altre forme di bonus come l’Assegno Unico per figli, non necessitano “per forza” del calcolo dell’ISEE, così come altre forme di misure come le seguenti:

  • pensione d’invalidità civile;
  • pensione per invalidi civili totali;
  • indennità di frequenza;
  • assegno sociale
  • pensione sociale
  • assegno sociale sostitutivo
  • pensione sociale sostitutiva
  • pensione speciale sordomuti
  • indennità di comunicazione
  • pensione per non vedenti
  • assegno per i decimisti
  • indennità per i ventesimisti
  • indennità di accompagnamento
  • la Naspi e le altre indennità di disoccupazione
  • pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di anzianità, assegno ordinario d’invalidità, pensione di reversibilità (in generale ogni forma di operazione di previdenza

Non vi è una reale motivazione per “non richiedere” l’ISEE, anche se può essere un po’ frustrante perchè è necessaria una mole di documeni e attestazioni che dimostrino ogni genere di condizione economica. I documenti per ottenere il calcolo sono:

  • documenti anagrafici del dichiarante e del proprio nucleo familiare;
  • documenti relativi ai redditi percepiti;
  • documenti del patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • documentazione aggiuntiva da presentare in caso di disabilità.
  • documento d’identità in corso di validità del dichiarante;
  • tessera sanitaria del dichiarante e dei componenti del nucleo familiare;
  • copia del contratto di locazione con estremi di registrazione e relative ricevute di pagamento, in caso di affitto.
  • modello 730 o modello Redditi 2021 con riferimento al periodo di imposta 2020;
  • certificazione Unica 2021;
  • dichiarazione IRAP per imprenditori agricoli;
  • assegni percepiti o corrisposti nel 2020 per coniuge e figli;
  • redditi da lavoro dipendente prestato all’estero e tassato esclusivamente nello stato estero;
  • altre certificazioni reddituali attestanti ad esempio compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, borse e/o assegni di studio.

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