Queste categorie possono andare in pensione prima: ecco come

Quando si parla di pensione nel nostro paese si tende a scoperchiare un vero e proprio “vaso di Pandora“: è sopratutto l’argomento relativo al pensionamento anticipato ad evidenziare le numerose problematiche che l’Italia si porta dietro da anni e che sono aggravate anche da una situazione sociale decisamente difficile.

L’età pensionabile infatti da alcuni anni non fa altro che aumentare, ed attualmente risulta fissata a 67 anni con un minimo di 20 anni di contributi. Questo valore aumenta perchè banalmente lo stato non può garantire un’uscita del lavoro anticipata per tutti a fronte di una speranza di vita sempre più elevata e dal numero di giovani che non entrano con facilità nel mondo del lavoro.

Queste categorie possono andare in pensione prima: ecco come

Esistono comunque varie forme di pensionamento anticipato, anche se le novità più “grosse” sono attese probabilmente dal prossimo governo che sarà obbligato a sviluppare una vera e propria riforma delle pensioni. Attualmente il pensionamento tipico è rappresentato da quello appena citato, ossia 67 anagrafici e 20 di contributi.

Abrogata la famosa Quota 100, che permetteva ai contribuenti di almeno 62 anni e 38 di contributi di andare in pensionamento anticipato, lo stato ha rispolverato la cosiddetta Quota 102, che rende possibile andare in pensione a 64 anni con 38 di contributi, misura che probabilmente sarà modificata o eliminata a partire dal 2023.

L’ex pensione di anzianità, chiamata anche l’anticipata ordinaria è basata sulla quantità di contributi, nello specifico possono andare in pensione coloro che hanno

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne
  • 41 anni di contributi per alcune categorie di soggetti,  invalidi civili, caregiver, disoccupati e lavoratori addetti a mansioni gravose.

i lavoratori che hanno aperto la propria posizione contributiva dopo il 31 dicembre 1995 hanno la possibilità di ottenere il trattamento anticipato al compimento dei 64 anni di età.

Confermata anche per il 2022 Opzione donna, una forma di prepensionamento per le lavoratrici che hanno maturato 35 anni di contributi, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione o prestazioni equivalenti, e hanno un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le dipendenti) e a 59 anni (per le autonome). Le lavoratrici che rientrano nei requisiti iniziano a percepire la pensione a partire da 12 o dai 18 mesi dall’accoglimento della richiesta, rispettivamente per le dipendenti ed autonome.

pensione

 

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