Chi ha diritto alla pensione anticipata? Ecco le categorie

Nel 2023 si concretizzerà quasi certamente una nuova riforma delle pensioni, che servirà ad aggiornare, per l’ennesima volta nell’ultimo decennio, riorganizzerà l’intero sistema pensionistico italiano. Il contesto in questione infatti necessita di “attenzioni” sotto molti punti di vista, in particolar modo in relazione alla pensione anticipata. Proprio la pensione anticipata ha “tenuto testa” in politica ma anche da parte dei lavoratori che con sempre più difficoltà escono dal mondo del lavoro.

Sistema pensionistico

L’età massima pensionabile risulta essere di 67 anni, ed è proprio l’andare in pensione prima è uno degli argomenti principali di cui occuparsi per un paese in forte decrescita demografica come il nostro. La tanto chiacchierata Quota 100, voluta in particolar modo dalla Lega durante il Governo Conte II, è stata sostituita dall’omologa Quota 102. Questa può essere utilizzata per tutto il 2022 per i lavoratori con almeno 62 anni d’età anagrafica e 38 di quota contributiva. Questa forma sarà probabilmente sostituita a seguito della già citata riforma delle pensioni citata poc’anzi, e non viene particolarmente apprezzata perchè “fornisce” un assegno mensile più basso rispetto alla pensione di vecchiaia.

Chi ha diritto alla pensione anticipata? Ecco le categorie

La pensione anticipata “tradizionale” invece tiene conto esclusivamente degli anni contributivi: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, o 41 anni e 10 mesi per le donne sono necessari per farne richiesta, mentre la quota si riduce a 41 anni per i lavoratori precoci (ossia coloro che hanno iniziato a versare contributi prima dei 19 anni),  disoccupati, Caregiver o con invalidità pari o superiore al 74 per cento.

Altre forme che non è sicuro saranno confermate sono Opzione Donna e Ape Sociale. La prima permette alle lavoratrici autonome e dipendenti ad andare in pensione rispettivamente a 59 e 58 anni, a fronte di almeno 35 anni di contributi. In questo caso viene utilizzato il sistema della finestra mobile, è quindi richiesta un’attesa tra la domanda di pensione e la prima erogazione di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e una finestra di 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Ape Sociale è invece uno strumento che permette di andare in pensione con 63 anni d’età e un minimo contributivo variabile, ricevendo 12 mensilità di pensione di importo pari a quanto maturato, fino ad un massimo di 1.500 euro mensili lordi. Possono farne richiesta i disoccupati, Caregiver, lavoratori con invalidità pari o superiore al 74 per cento o che svolgono mansioni gravose.

Pensione anticipata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.