Attenzione ai pannelli solari: ecco cosa può accadere sulla nostra bolletta

I pannelli solari sono una scelta ecosostenibile che aiuta a preservare l’ambiente. Ma come si riflette tale scelta nelle bollette? Spesso quando si sentono parlare le persone che hanno fatto la scelta consapevole di installare i pannelli fotovoltaici ci assicurano di avere un buon risparmio in termini monetari sulla bolletta energetica.

Solo che non sanno spiegarci in che cosa consistono questi risparmi. La generazione naturale e automatica di energia, riconosciuta come risparmio, può essere utilizza per consumo personale riducendo così l’importo di energia consumata in bolletta o attraverso lo scambio di energia direttamente con il gestore energetico. Questo evento si manifesta quando si produce più energia di quanto si riesce a consumarne. Ovviamente, questo ultimo caso è quello in cui i costi realmente si riducono e i costi della bolletta possono addirittura rasentare lo zero.

La possibilità che si manifestino entrambi gli eventi variano in base al tipo di impianto di pannelli solari e quindi all’accumulo registrato e al consumo che viene fatto dell’energia. Di solito, si calcola un rientro delle spese nell’arco dei 7 anni dall’acquisto con un rendimento finanziario che si attesta sul 12% all’anno.

I due sistemi di risparmio per i pannelli solari

Come abbiamo detto nel paragrafo iniziale dell’articolo il risparmio nel sistema dei pannelli solari può avvenire per autoconsumo o per scambio sul posto. Nell’autoconsumo il nostro impianto genera energia che non entra nella rete del gestore energetico ma viene immagazzinata direttamente nel nostro contatore personale.

Quando però produciamo più energia di quella che effettivamente consumiamo, ecco che questa si disperde e non può essere consumata successivamente. L’unico modo per non incorrere in questa situazione è quella di fornire il nostro impianto di batterie di accumulo così che l’energia non vada a perdersi.

Con la formula “scambio sul posto” firmiamo un accordo con il gestore energetico per rivendere l’energia che produciamo in eccesso. Questo sistema si chiama “valorizzazione” e prevede un conguaglio in bolletta al netto dell’energia venduta. Ogni gestore propone dei piani specifici in base all’energia venduta e prima di firmare dovremmo valutarne bene i criteri.

Allerta bolletta: cosa può accadere

Molte persone non sono a conoscenza di questa differenza e pensano di veder detratta l’energia in eccesso pur senza aver firmato un contratto di cessazione di energia. In questo caso ci sarà comunque un risparmio ma non nei termini dell’aspettativa. Tra l’autoconsumo e basta e l’autoconsumo più lo scambio sul posto c’è una sostanziale differenza.

Purtroppo i primi accordi fatti non andavano a specificare questa diversità e molte persone si sono ritrovate a non ottenere quei risparmi tanto agognati. Anche perché bisogna considerare che è vero che c’è un risparmio energetico dalla propria produzione ma bisogna considerare anche gli alti costi di manutenzione che i pannelli solari richiedono.

Per cui andando a calcolare le varie voci di spese e introiti si vede che non sono così elevati com’è promesso, almeno considerando il breve periodo. Se invece affrontiamo la spesa in ottica del lungo periodo possiamo vedere dei benefici e rientrare così con il tempo delle spese.