Bollette luce e gas arrivate alle stelle: “non è più sostenibile”

Il 2022 è sicuramente l’anno degli aumenti in bollette, spesso associati, sopratutto in queste ultime settimane alla complicata situazione socio-politica che riguarda da vicino anche il contesto europeo. Di fatti, le sanzioni e tutto quello che ne consegue hanno portato la richiesta di risorse ad aumentare, fattore già comunque presente nel primo trimestre di quest’anno. A partire dallo scorso dicembre infatti ARERA, l’ente adibito a monitorare la situazione energetica del nostro paese, ha evidenziato dei cospicui aumenti in vista del nuovo anno.

Questi aumenti si sono poi effettivamente concretizzati a partire da gennaio: le forniture di gas e luce hanno infatti visto le bollette aumentare di importo mediamente tra il 40 ed il 50 % rispetto allo stesso periodo del 2021. Le motivazioni sono varie, una su tutti, quella legata alla maggior richiesta di risorse legate all’energia (in questo caso, sopratutto petrolio e gas), sopratutto in corrispondenza del “ritorno ai consumi” dopo due anni costellati dalla pandemia. Poi si è inevitabilmente aggiunta la situazione in Ucraina, che ha raffreddato di molto i rapporti commerciali tra i paesi, ancora molto dipendenti da nazioni come la Russia. Il governo italiana aveva già messo a disposizione delle categorie più bisognose una sorta di bonus che di fatto impediva il concretizzarsi di questi aumenti, soprannominato Bonus bollette

Bollette luce e gas arrivate alle stelle: “non è più sostenibile”

Dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, il Bonus in questione, attraverso il Decreto Aiuti, è stato migliorato e prorogato per tutto il 2022: per ottenerlo è sufficiente aver fatto richiesta dell’ISEE, poi lo sconto viene applicato in automatico in bolletta per i nuclei familiari che con un valore ISEE non superiore ai 12.000 euro (20.000 per i nuclei “numerosi” , ossia con almeno 4 figli a carico).

Le bollette risultano comunque mediamente più alte rispetto al 2021, approssimativamente il calcolo è di circa il  25 % in più. E’ molto probabile che a seconda delle necessità, il governo decida di ampliare e “potenziare” ulteriormente questo bonus in futuro.

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