Pensione, ecco chi avrà brutte sorprese a giugno: “è vergognoso”

Il contesto pensione è sempre molto chiacchierato e quantomeno criticato, sia per effettivi errori da parte dello stato, l’eccessiva burocrazia e “macchinosità” legata al sistema pensionistico, ma anche per una situazione sociale, che riguarda sopratutto realtà come l’Italia, che devono affrontare anche difficoltà legate al contesto demografico. Il nostro paese “combatte” da diversi decenni con una decrescita demografica ed è anche per questa ragione che valori come l’età pensionabile sono destinati a salire. Tuttavia il sistema pensionistico non è “fermo”, ma al contrario deve essere modificato di volta in volta a seconda dei governi, che attraverso strumenti come la legge di bilancio, modificano le pensioni e la loro struttura. Quali modifiche sono attese per il mese di giugno?

Pensione, ecco chi avrà brutte sorprese a giugno: “è vergognoso”

Un esempio è costituito dai nuovi termini di rivalutazione delle pensioni, attraverso la perequazione. Questo termine indica sostanzialmente la riequilibratura di tutti gli importi pensionistici in base al contesto economico attuale. Nel 2022 valori come l’inflazione (la perdita del potere d’acquisto del denaro) è aumentata, di conseguenza anche le pensioni sono aumentate sensibilmente a partire dall’inizio del 2022. Questi aumenti sono stati calcolati, come prevedibile, in base all’importo e sono i seguenti, e sono calcolate in base ai trattamenti minimi e tenendo conto di un importo dell’inflazione pari all’1,7 %.

  • * 100% dell’inflazione, ovvero in misura piena, per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo;
  • * 90% dell’inflazione per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo;
  • * 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo.

In giugno e luglio costituiscono anche i mesi di erogazione del Bonus 200 euro, ossia una forma di “aiuto economico” destinato ai lavoratori dipendenti ed autonomi ma anche a svariate categorie, pensionati inclusi: ne hanno diritto, e riceveranno questo bonus direttamente sulla tradizionale pensione. Il “tetto” relativo al reddito per avere diritto al suddetto bonus è di 35.000 euro annui.

Pensione anticipata

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