Pensione anticipata, ecco le possibili novità del 2023

L’argomento pensioni costituisce una delle principali e più problematiche del nostro paese, in quanto l’Italia è uno dei paesi che difetta nella gestione di due elementi principali che vertono proprio su questo argomento, ossia sulla natalità, a livelli sempre più bassi, e in merito all’evasione fiscale/condizione lavorativa. Viene da se che fornire un’adeguata possibilità di uscire dal mondo del lavoro risulti essere qualcosa di non solo importante ma necessario. Per il 2023 l’esecutivo che sarà formato nelle prossime settimane dalla coalizione formata dalle forze di centrodestra dovrà per forza di cose fare delle scelte anche in merito alla pensione anticipata.

Pensione anticipata, ecco le possibili novità del 2023

E’ infatti prevista una riforma delle pensioni e tra le varie categorie di pensionamento bisogna necessariamente provvedere a sostituire, modificare o confermare le varie forme di pensionamento anticipato che già esistono.

Ad esempio la chiacchierata Quota 100, divenuta momentaneamente (per tutto il 2022) Quota 102, che rappresenta la principale forma di pensionamento anticipato sviluppato sul sistema misto (ossia che prevede una quota minima di età anagrafica e anni contributivi sufficienti), che ha di fatto evidenziato una necessità al ritorno della tanto chiacchierata e criticata riforma Fornero.

In realtà in merito la maggioranza risulta divisa, in quanto la Lega indica come metodologia preferita quella che è formalmente Quota 41, cioè la possibilità di uscire al 41esimo anno di versamenti a prescindere dall’età anagrafica.

Di diverso avviso Forza Italia, capitanata da Silvio Berlusconi “spinge” per Quota 104, ossia quella che dovrebbe scattare con pensionamenti con almeno 66 anni d’età e 38 di contributi, seppur con delle “scappatoie” non così restrittive.

In generale si tratta di due forme di pensionamento anticipato che in entarmbi i casi andranno ad intaccare parecchio la spesa pubblica anche perchè in vista della crisi e dell’età sempre più avanzata del nostro paese, andare in pensione risulterà sempre più difficile e “difficoltoso” per lo stato.

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