Anticheggi e monete di Cales: ecco quanto valgono, pazzesco

Le monete hanno rappresentato una prima forma di valuta economica utilizzata per gli scambi commerciali ma anche per definire la ricchezza, quando il semplice baratto ha iniziato a palesare le prime difficoltà concettuali.

Civiltà molto antiche hanno da diversi millenni sviluppato un sistema economico sulle emissioni, che sopratutto inizialmente erano utilizzate prevalentemente dai ceti più agiati, e dalla “classe media” del tempo. Imperi come quello romano hanno influenzato in modo sensibile il sistema monetario.

Anticheggi e monete di Cales: ecco quanto valgono, pazzesco

Siamo abituati a pensare all’Impero Romano come un’entità vasta e diversificata, anche se nei primi secoli dopo la fondazione quello dell’Urbe era uno dei tanti regni italici: etruschi, sanniti e Ausoni, sono solo alcuni esempi di popolazioni che hanno influenzato la storia antica del nostro paese e del mondo occidentale. Gli ausoni rappresentavano una popolazione molto antica, che stanziava in una regione compresa tra i territori meridionali del Lazio e lo stretto di Messina, quindi tutto il sud Italia. In seguito agli “incontri” con i Romani, gli Ausoni decisero di allearsi con i Sanniti, unione che non bastò a fermare l’espansione romana.

Cales rappresenta la città principale degli Ausoni, oggi parte della Campania, e batteva una propria moneta, emessa per oltre un secolo, fino al periodo della seconda guerra punica romana, quando l’espansione della Repubblica introdusse il concetto del denario anche in questa zona.

Le emissioni di Cales erano molto simili a quelle greche, sia come “taglio” che come raffigurazione, visto che in molti casi riportavano volti delle divinità elleniche, come ad esempio quelle che ritraggono il dio Apollo, oppure la dea Atena. Molte di queste monete oggi sono rinvenute presso il sito archeologico di Calvi Risorta.

Una moneta con il dio Apollo se in condizioni discrete può valere anche più di 150 euro, una con Atena può superare questo valore, e può “spingersi” fino a 200 euro.

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