Gas, ecco quanto costava un anno fa: “Pazzesco!”

Poche risorse in questo 2022 hanno subito maggiori rincari del gas naturale, in particolare nel contesto che più ci apparatiene, come quello europeo. L’Italia infatti, come altre nazioni, non è autosufficiente dal punto di vista energetico, ed anche se lo è in maniera maggiore rispetto al passato, in particolare le forniture di gas costituiscono un vero “pomo della discordia” per i cittadini, in particolare quelli dal reddito medio-basso ma anche le grandi imprese.


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Gas, ecco quanto costava un anno fa: “Pazzesco!”

Il gas infatti è particolarmente importante nei mesi autunnali ed invernali, in quanto è una delle principali risorse per il riscaldamento ma è anche la risorsa “base” per buona parte delle centrali elettriche.

La guerra in Ucraina ha notevolmente peggiorato le relazioni con una delle principali potenze economiche che invece sono naturalmente fornite di risorse come il gas, anche se non costituisce l’unica motivazione di rincari estremamente più alti rispetto allo scorso anno.

Maggiore richiesta della risorsa, inflazione, ed una generale politica rialzista nei confronti dei beni energetici hanno infatti più che raddoppiato il prezzo del gas calcolato dal mercato europeo, che nell’estate 2022 ha raggiunto il picco massimo registrato negli ultimi anni, pari a 330 euro al chilowatt/ora, mentre più recentemente questa quota è stata ridotta agli attuali 92 euro al chilowatt/ora.

Secondo ARERA, ossia L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che si occupa del monitoraggio e dell’aumento dei costi delle forniture energetiche, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° novembre 2021 e il 31 ottobre 2022) è di circa 1.702 euro, +67% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° novembre 2020 – 31 ottobre 2021).

Il 2021 aveva già evidenziato una natura rialzista proprio in virtù di una maggiore richiesta di risorse di questo tipo, rispetto all’anno precedente, che soprattutto a causa del Covid e delle “chiusure” ha toccato limiti al ribasso importanti.

Solo nel 2023 sarà possibile ambire a qualche forma di riduzione dei costi, con l’ausilio di “mosse” da parte dello stato.

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