Pensione a 62 anni: ecco chi può ottenerla con il nuovo decreto

Pensione a 62 anni: ecco chi può ottenerla con il nuovo decreto
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Pensione a 62 anni: ecco chi può ottenerla con il nuovo decreto

Massimo Parisi14 Aprile 20264 min lettura

La pensione a 62 anni può essere ottenuta da determinate categorie di lavoratori grazie al nuovo decreto n. 42/2024, approvato il 14 marzo 2024. Questa misura offre la possibilità di uscire dal lavoro in anticipo rispetto ai tradizionali requisiti anagrafici, ma solo se si rispettano criteri ben precisi. Vediamo quali sono le condizioni necessarie, le modalità di accesso e le tempistiche previste dalla nuova normativa.

Quali sono i requisiti per la pensione a 62 anni?

Per accedere alla pensione a 62 anni secondo il nuovo decreto, il requisito principale è aver maturato almeno 41 anni di contributi. Questo vale sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi iscritti alle gestioni dell’INPS.

Non basta quindi soltanto l’età anagrafica: devi aver versato contributi regolarmente, senza periodi scoperti superiori ai limiti previsti dalla legge. Alcune categorie, come i lavoratori precoci, possono includere anche periodi di disoccupazione o assistenza a familiari, purché siano certificati.

Chi può richiedere la pensione anticipata a 62 anni?

Non tutti possono beneficiare della pensione anticipata a 62 anni: la misura è riservata a chi rientra nelle categorie individuate dal decreto 42/2024. In particolare:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato e autonomi con almeno 41 anni di contributi.
  • Lavoratori che svolgono mansioni gravose o usuranti, come definite dai decreti precedenti.
  • Disoccupati senza indennità da almeno tre mesi.
  • Caregiver che assistono familiari con disabilità grave da almeno sei mesi.

Restano esclusi i dipendenti pubblici, fatta eccezione per il personale sanitario e della scuola, che seguono regole leggermente diverse.

Quali sono le tempistiche per ottenere la pensione a 62 anni con il nuovo decreto?

La domanda per il pensionamento anticipato può essere presentata a partire dal primo aprile 2024. Dal momento della presentazione, l’INPS si riserva fino a 90 giorni per la valutazione dei requisiti e la comunicazione dell’accettazione o del rigetto.

Il primo assegno pensionistico viene erogato dal mese successivo alla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi. Se presenti la domanda in anticipo, la decorrenza parte comunque dal compimento dei 62 anni e dal raggiungimento dei 41 anni di contributi.

Quali documenti sono necessari per la richiesta di pensione a 62 anni?

Per presentare la domanda occorrono alcuni documenti specifici:

  • Documento d’identità valido e codice fiscale.
  • Certificato contributivo INPS aggiornato.
  • Eventuale documentazione che attesti l’attività gravosa o usurante (contratti, buste paga, dichiarazioni del datore di lavoro).
  • Per chi assiste familiari disabili: attestato di riconoscimento della disabilità e dichiarazione di assistenza continuativa.
  • In caso di disoccupazione: certificato di cessazione del rapporto di lavoro e dichiarazione di immediata disponibilità.

La domanda può essere inoltrata online tramite il portale INPS oppure tramite patronato.

Cosa prevede il nuovo decreto sulla pensione a 62 anni?

Il nuovo decreto pensione 62 anni stabilisce alcune regole specifiche per il calcolo dell’assegno. Se scegli di andare in pensione anticipata, potresti subire una penalizzazione sull’importo mensile: la riduzione può arrivare fino al 2,5% per ogni anno di anticipo rispetto all’età ordinaria di vecchiaia (attualmente 67 anni).

Questa penalizzazione non si applica ai lavoratori che svolgono mansioni usuranti o gravose, o che rientrano nelle categorie protette dal decreto. Per questi ultimi l’assegno viene calcolato senza decurtazioni, purché soddisfino tutti i requisiti.

Il decreto n. 42/2024 introduce anche la possibilità di cumulare contributi versati in diverse gestioni previdenziali, purché non siano già stati utilizzati per altre prestazioni pensionistiche. La misura è valida in via sperimentale fino al 31 dicembre 2026, salvo proroghe future.

Considerazioni finali

La pensione a 62 anni rappresenta una vera opportunità per chi ha alle spalle una lunga carriera lavorativa e desidera smettere prima di raggiungere l’età ordinaria. Tuttavia, è essenziale valutare attentamente i requisiti richiesti e le possibili penalizzazioni sull’importo della pensione.

Preparati per tempo: raccogli tutta la documentazione necessaria e verifica la tua posizione contributiva. Solo così potrai sfruttare i benefici offerti dal nuovo decreto e accedere alla pensione anticipata senza sorprese.

Massimo Parisi

Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti

Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.

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