Google acquista fitbit. La commissione Europea vuole vederci chiaro.

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Dopo l’acquisizione di fitbit da parte di Google La commissione Europea ha avviato un’indagine poiché temi che l’accordo rapporti la posizione di Google nel mercato nella pubblicità on-line Grazie ai dati raccolti dai prodotti fitbit.

L’indagine vuole approfondire e verificare che Google non stia aumentando la già vasta quantità di dati che possiede e che usa per personalizzare gli annunci che distribuisce visualizza.

L’uso dei dispositivi indossabili da parte dei consumatori europei potrebbe crescere in modo significativo nei prossimi anni, per tale motivo questo passo anda’ crescita esponenziale con i dispositivi generati uguale forniscono informazioni chiavi sulla vita e sulla situazione sanitaria delle persone che li indossano.

Questa indagine a Mira a garantire il controllo di Google sui dati raccolti trave dei dispositivi indossabili a seguito della transazione non distorca la concorrenza, questo è quanto dichiarato nel commento di Margrethe vestager, responsabile della concorrenza in Europa.

Dopo una prima fase d ‘indagine la commissione ha deciso di passare un’analisi più approfondita poi preoccupato non solo della distribuzione visualizzazione degli spazi pubblicitari ma anche perché Google otterrà anche il database gestito da fitbit e quindi avrà a disposizione la salute degli utenti e della tecnologia per sviluppare 4 database quanto simile a quello di fitbit.

I dati raccolti sembrano rappresentare un vantaggio importante nei mercati della pubblicità on-line per la personalizzazione degli annunci pubblicitari tramite il suo motore di ricerca e quindi le indirizzarli su altre pagine Internet.

Per tale motivo questa transazione aumenterebbe gli ostacoli all’ingresso e all’espansione dei concorrenti di Google che vorranno accedere a questi servizi e quindi dovranno affrontare prezzi più elevati e Meno possibilità di scelta.

È stata proposta operazione ovvero che le informazioni dei dispositivi indossabili saranno mantenute separate dalle altre informazioni e quindi non sfruttate per scopi pubblicitari, tuttavia la commissione ha ritenuto che la soluzione proposta non fosse sufficiente dipanare i dubbi, tale motivo ha spinto la commissione a vederci chiaro ora ha 90 giorni lavorativi per prendere una decisione.

 

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