Cosa è il Bonus Sud? Ecco la risposta

L’anno che ci stiamo per lasciare alle spalle ha portato tanti cambiamenti e, da parte delle istituzioni, la messa in campo di contributi finalizzati ad aiutare la popolazione colpita dall’emergenza Covid.

In questo novero è possibile includere il Bonus Sud. Di cosa si tratta? Scopriamolo assieme nelle prossime righe di questo articolo.

Decontribuzione Sud: di cosa si tratta?

Quando si parla del Bonus Sud, si inquadra un processo di decontribuzione introdotto ufficialmente con il Decreto Agosto, con l’obiettivo di salvaguardare i numeri dell’occupazione in alcune delle aree più svantaggiate del Paese dal punto di vista economico.

In cosa consiste questa misura? In uno sconto del 30% applicato ai contributi previdenziali che un determinato datore di lavoro deve ai propri dipendenti. Per essere precisi, facciamo presente che è possibile usufruire della suddetta decontribuzione dal 1° ottobre fino al 30 dicembre 2020.

Beneficiari

Vediamo ora a chi spetta il Bonus Sud. I beneficiari di questa manovra di decontribuzione decisa dal Governo Conte con il Decreto Agosto sono i datori di lavoro del settore privato. Le loro attività devono avere sede nelle seguenti Regioni:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Nel novero dei beneficiari non sono inclusi i datori di lavoro del settore agricolo e coloro i quali assumono personale per prestazioni di lavoro domestico. Oltre a queste requisiti, bisogna considerarne anche altri. Innanzitutto, è necessario che, per quanto riguarda l’anno 2018, la Regione dove ha sede l’attività abbia un PIL pro capite inferiore al 75% della media europea. Inoltre, è necessario anche un tasso di occupazione inferiore rispetto alla media nazionale.

Altri aspetti

Sono diversi gli aspetti da considerare quando si parla di Bonus Sud. Tra questi, rientra il fatto che la sopra citata riduzione dei contributi del 30% deve essere applicata a tutto quello che riguarda i versamenti previdenziali e non ai contributi che il datore di lavoro versa all’INAIL.

Un caso interessante è quello delle aziende che hanno una sede legale in un territorio regionale diverso rispetto a quelli elencati nelle righe precedenti. In questi frangenti, si può accedere al Bonus Sud solo a seguito di un controllo – e della successiva approvazione – da parte dell’INPS competente.

Concludiamo facendo presente che i dettagli del provvedimento prevedono la possibilità di estendere la decontribuzione sopra citata fino al 2029.