Mangiare alloro fa male: attenzione, ecco cosa succede

L’alloro è una pianta mediterranea aromatica, perenne e sempreverde, appartenete alla famiglia delle Lauraaceaeil suo nome nella nomenclatura botanica è Laurus nobilis. Anche se siamo soliti considerare come “alloro” le foglie che utilizziamo in cucina per insaporire i nostri piatti, in realtà l’alloro è un albero che può raggiungere i 20 metri di altezza, ma viene frequentemente trasformato come una “pianta da siepe” e mantenuto in forma arbustiva. Dal punto di vista geografico, l’alloro è una pianta che predilige il clima temperato e tipicamente mediterraneo, si trova soprattutto nei tratti costieri del mediterraneo e in Italia è considerato un prodotto tipico della regione Sicilia.

Le proprietà dell’alloro

Come già accennato, l’alloro appartiene alla famiglia delle piante Lauraceae. Le sue bacche e le sue foglie contengono un olio essenziale dalle importanti proprietà digestive e drenanti. L’alloro viene solitamente utilizzato come infuso per favorire la digestione, alleviare le coliche, curare i disturbi intestinali. Bere un infuso di alloro può ridurre i sintomi del raffreddore o di una congestione nasale. La preparazione dell’infuso a base di alloro è molto semplice e alla portata di tutti. Bisogna semplicemente portare ad ebollizione la quantità necessaria di acqua, spegnere il fuoco ed immergere 3 o 4 foglie di alloro. Infine bisogna  lasciarle in infusione per qualche minuto (generalmente 4 minuti vanno bene). Terminato il tempo di infusione, occorre togliere le foglie di alloro e consumare la bevanda senza aggiungere dolcificanti di nessun tipo. Per un effetto ancora più intenso è possibile aggiungere all’infuso una fetta di limone. Attenzione a non conservare le foglie di alloro e farle essiccare perché, in seguito alla disidratazione, perderebbero tutte le loro proprietà organolettiche.

Attenzione! Una pianta simile all’alloro è velenosa

Molti definiscono l’alloro dannoso e velenoso, ma in realtà non è alloro la pianta velenosa, ma una molto simile nell’aspetto conosciuta con il nome di Lauroceraso. Questa pianta dalle foglie quasi identiche a quelle dell’alloro è una pianta del tutto ornamentale e per questo non commestibile, quindi se la si confonde con l’alloro si rischia di avvelenarsi, perchè è particolarmente tossica.

Curiosità

Per secoli l’alloro fu usato per curare molte malattie, come la peste. Per molto tempo si credette che la sua sola presenza fosse necessaria per scacciare gli spiriti maligni e rompere ogni maleficio. Da questa credenza deriva l’uso tipico di alcuni paesi di appendere fronde di alloro nelle case. La tradizione popolare consigliava, inoltre, di mettere alcune foglie di alloro sotto il cuscino, per scoprire attraverso il sogno determinati avvenimenti che si sarebbero realizzati in futuro. Per quanto riguarda la corona di alloro che vediamo ornare il capo dei neolaureati ha una lunga storia. Nel mondo greco antico l’alloro era la pianta sacra ad Apollo e la corona realizzata con l’alloro simboleggiava la Sapienza e la Gloriaed era il massimo riconoscimento che veniva attribuito ai poeti e ai vincitori dei giochi olimpici. I romani, a loro volta, presero in prestito dai greci questa usanza e utilizzarono la corona di alloro per incoronare un generale trionfante. In latino la corona di alloro veniva chiamata laurus o laurĕa. Quindi, è proprio dalla parola laurĕa (corona di alloro) che deriva il significato moderno della laurea e il laureato è proprio colui che porta la corona di alloro.

 

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